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Ecco che fine hanno fatto i due 25enni Hassan e Mostafa che erano spariti in Egitto

Dei due giovani si erano perse le tracce domenica 4 febbraio 2018, ora risultano rinchiusi nella sede dei servizi segreti egiziani a Sheikh Zayed City-Giza

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Hassan e Mustafa, due 25enni egiziani, erano scomparsi la mattina di domenica 4 febbraio 2018 mentre percorrevano la strada che dal Cairo porta ad Alessandria.

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Dopo 15 giorni di ricerche da parte delle rispettive famiglie, è arrivata la conferma: i due giovani sono stati arrestati e si trovano nella sede dei servizi segreti egiziani a Sheikh Zayed City-Giza.

Il centro è tristemente famoso per le torture e la fabbricazione di accuse false ai danni delle vittime.

Contro di loro è stata aperta un’accusa per terrorismo e sono stati condannati, per il momento, a 15 giorni di carcere per aver causato disordini all’interno dello stato egiziano.

La notizia arriva a TPI direttamente dal fratello di Hassan, il giornalista di Alaraby, Abdelrahman Fares, che alcuni anni fa, per motivi di sicurezza, ha dovuto lasciare l’Egitto e trasferirsi in Qatar, dove ora vive e lavora.

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Hassan lavora come correttore di bozze per il giornale indipendente al-Shorouk e Mustafa per il “centro regionale dei diritti e delle libertà”, dove si occupa di libertà di espressione e violazioni dei diritti umani, in particolare nei confronti dei giornalisti.

La causa intentata contro i ragazzi è la numero 441 e include un numero ben più alto di detenuti.

Secondo gli attivisti egiziani per le libertà civili, questo tipo di cause vengono intentate periodicamente per praticare i cosiddetti “arresti di massa”, ossia quelle epurazioni praticate dal governo che ha intenzione di far sparire un numero consistente di persone ritenute “scomode”.

In un rapporto di Amnesty International del luglio 2016 viene rivelato che gli arresti di dissidenti o presunti tali in Egitto sono stati più di 34mila dal 2013. Soltanto nei primi sette mesi del 2017 le sparizioni forzate sono state oltre 250.