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Nel curling è venuto fuori un caso di doping

Un atleta russo aveva appena vinto la medaglia di bronzo, ma è stato sospeso e costretto a lasciare il villaggio olimpico

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Credit: WANG Zhao / AFP

Il secondo test antidoping sul campione russo Alexander Crushelnytskysul, membro della squadra di curling, si è rivelato positivo; l’atleta dovrà restituire l’accredito di iscrizione e lasciare il villaggio olimpico.

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Il Comitato Olimpico Internazionale (OIC) aveva notificato qualche giorno fa, alla sede della delegazione russa ai Giochi Olimpici di Pyeongchang, una possibile violazione del regolamento antidoping da parte di un atleta russo.

L’addetto stampa Konstantin Vybornov aveva però inizialmente rifiutato di fornire il nome dell’atleta sospettato di aver violato le regole anti-doping.

“Noi non diffondiamo il nome dell’atleta o gli atleti, così come la disciplina e i risultati del campione analizzato, che sarà annunciato probabilmente in 24 ore”.

Si era sospettato che al vicenda riguardasse Alexander Crushelnytsky, giocatore di curling e, infatti, così è stato.

Lunedì 19 febbraio, nel laboratorio antidoping di Seoul, è stato aperto e analizzato il secondo campione  dell’atleta di curling.

Secondo la fonte del quotidiano russo “Sport-Express”, anche il test B ha confermato la presenza nel corpo dell’atleta di meldonium, sostanza inclusa nell’elenco dei farmaci vietati dall’1 gennaio 2016.

Krushelnytsky, ai Giochi di Pyeongchang, in coppia con Anastasia Bryzgalova aveva vinto il bronzo.

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L’allenatore Dmitry Melnikov ha sostenuto con i giornalisti che non fosse a conoscenza dei sospetti dell’ OIC contro il suo atleta.

“Questa è la prima volta che ne ho sentito parlare. Alexander ha finito di ricevere meldonium nel 2016, quando il farmaco è stato bandito. Da allora, non lo ha più preso. Poi ha passato il controllo antidoping ai campionati del mondo 2016 e 2017, e non ci sono mai stati problemi “, ha detto Melnikov esprimendo la speranza che ci sia stato un errore.

Krushelnytsky stesso ha riferito di non sapere nulla delle tracce di Meldonia: “Non sono a conoscenza di niente di tutto questo” ha detto l’atleta a RIA Novosti.

Anche il presidente della Federazione russa di curling Dmitry Svishchev ha dichiarato di essere sorpreso dalle informazioni sul test antidoping risultato positivo: “Ho parlato con Alexander, mi ha confermato ancora una volta che non ha accettato nulla”, aggiungendo in un commento a TASS che la federazione sta cercando di capire la situazione.

L’atleta russo rischia di essere squalificato e i suoi risultati sportivi potrebbero essere annullati.

La decisione su Krushelnytsky sarà presa dal Tribunale arbitrale sportivo e dalla Camera Arbitrale Sportiva (TAS – CAS) che, durante tutta la durata dei Giochi Olimpici, diventa la prima istituzione a decidere se un atleta deve restituire una medaglia ed essere squalificato.

Per la prima volta nella storia dei Giochi, a Pyeongchang, il TAS lavora in collaborazione con le federazioni internazionali, che hanno il diritto di imporre una sospensione temporanea e determinare la durata della squalifica.

Si terranno quindi i primi interrogatori, anche con la partecipazione dell’atleta, e potrebbe volerci molto tempo prima che venga presa una decisione.

Il pattinatore giapponese Kei Saito, primo atleta ad essere risultato positivo ai controlli anti-doping durante le Olimpiadi di quest’anno, è stato sospeso e il TAS non ha ancora deciso il suo destino.

Se Krushelnytsky, una volta ricevuta la sentenza, avrà tempo di fare appello,  potrà sperare nell’assoluzione prima della fine dei Giochi.

 

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