Me

Cosa dicono i sondaggi a meno di 20 giorni dalle elezioni del 4 marzo

Secondo due tra i principali istituti demoscopici, il Partito Democratico è in difficoltà e il centrodestra non è lontano dalla soglia del 40 per cento

Immagine di copertina

Il giorno delle elezioni politiche è sempre più vicino, e i partiti devono fare i conti con i sondaggi che cominciano a delineare quello che potrebbe essere lo scenario post-elettorale.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

I fatti di Macerata, con l’attentato a sfondo razzista compiuto da Andrea Traini, hanno certamente avuto un impatto sulle oscillazioni degli ultimi giorni registrate dai principali istituti demoscopici.

Come è noto, la legge elettorale con cui si andrà a votare, il cosiddetto Rosatellum, rende particolarmente incerto l’esito delle elezioni.

La distribuzione dei seggi in parlamento avverrà sulla base di un sistema misto, con una quota assegnata attraverso i collegi uninominali e una quota su base proporzionale.

Fino a pochi giorni fa, commentatori ed esperti erano quindi portati a prefigurare lo scenario di un voto bis per l’impossibilità di formare una maggioranza o, in alternativa, un governo di larghe intese tra centrodestra e centrosinistra.

Come rilevano gli ultimi sondaggi, però, c’è uno schieramento in costante crescita, e per il quale la soglia del 40 per cento potrebbe non rappresentare più una chimera.

Si tratta del centrodestra, che nelle rilevazioni di due tra i principali istituti demoscopici, Piepoli ed Euromedia, oscilla tra il 37 e il 38,6 per cento.

I dati diffusi da questi due istituti sono stati riportati martedì 13 febbraio dalla trasmissione Porta a Porta.

 

Centrodestra vicino al 40 per cento

 

 

Rispetto all’1 febbraio, secondo Euromedia Forza Italia ha perso lo 0,3 per cento, mentre Piepoli registra un aumento dei consensi dell’1 per cento per il partito di Silvio Berlusconi.

Per entrambi gli istituti, in ogni caso, Forza Italia resta il primo partito della coalizione di centrodestra, con un vantaggio di 2-3 punti percentuali sulla Lega di Matteo Salvini.

Fratelli d’Italia si assesta intorno al 5 per cento, mentre Noi con l’Italia al 2-2,5.

Il totale della coalizione di centrodestra, come detto, oscilla tra il 37 e il 38,6 per cento, vicinissimo alla soglia del 40 per cento.

Allo stato attuale, non è impensabile che il centrodestra possa riuscire governare da solo senza formare alleanze con altri partiti.

 

Partito Democratico in difficoltà

 

Campagna regione lazio

 

Il calo del Partito Democratico sembra non arrestarsi, e viene compensato solo parzialmente dalla crescita della lista +Europa con Emma Bonino.

I dem, secondo Euromedia, hanno perso l’1,4 per cento nelle ultime due settimane, mentre per Piepoli sono in calo dello 0,5 per cento.

La forchetta di voti per il Pd è comunque tra il 22 e il 25 per cento: a questi numeri vanno aggiunti i voti della lista di Emma Bonino, il crescita ma ancora sotto al 3 per cento che servirebbe per entrare in parlamento.

Faticano sia Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, che per il momento non andrebbe oltre lo 0,5 per cento, sia la lista Insieme, data al massimo all’1 per cento.

La coalizione di centrosinistra viaggia, per i due istituti, tra il 26 e il 29 per cento, lontanissima dall’obiettivo del 40 per cento e comunque notevolmente distanziata dallo schieramento di centrodestra.

 

Cinque Stelle in terza posizione

 

 

L’unica buona notizia, per Renzi e i suoi alleati, è il sorpasso sul Movimento Cinque Stelle, che stando a queste rilevazioni sarebbe, al momento, in terza posizione, con un consenso del 27 per cento.

Il movimento guidato da Luigi Di Maio registra un leggero calo negli ultimi 15 giorni, e sembra comunque non in grado di conquistare la maggioranza relativa dei voti il 4 marzo.

Se a questo aggiungiamo la riluttanza dei pentastellati a fare alleanze, al momento appare difficile ipotizzare un futuro governo con una presenza di esponenti grillini.

Per quanto riguarda gli altri schieramenti, Liberi e Uguali viene dato sia da Piepoli che da Euromedia attorno al 6 per cento, Casapound tra lo 0,5 e lo 0,8 per cento, mentre gli altri partiti oscillano tra lo 0,2 rilevato da Piepoli e l’1,5 di Euromedia.