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L’inquietante storia della donna indiana a cui hanno asportato un rene per pagare la dote al marito

La cosiddetta dowry, la dote matrimoniale, è una delle principali cause di violenza domestica - se non addirittura omicidio - nelle coppie indiane

Immagine di copertina

Il marito e il cognato di una donna indiana di 28 anni sono stati arrestati per aver rubato uno dei suoi reni e averlo venduto per ottenere la stessa somma della dote che gli “spettava”.

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Secondo il National Crime Records Bureau dell’India, nel 2012 sono morte più di 8mila donne a causa del cosiddetto dowry, la dote che, dopo il matrimonio, la famiglia della moglie dovrebbe pagare al marito.

E nonostante esista attualmente una legge del 1961 che proibisce quest’usanza, la tradizione della dote matrimoniale continua a esistere in India, e a causare episodi di violenza sia fisica che psicologica ai danni delle donne.

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È proprio quello che è capitato a Rita Sarkar, la donna indiana che è stata derubata di un rene dopo dodici anni di matrimonio.

Rita ha raccontato che quando si era sposata con Biswajit Sarkar, la famiglia gli aveva promesso una dote di 25mila dollari che però non aveva potuto pagare.

A matrimonio avvenuto, si erano fatte sempre più frequenti le discussioni a proposito della dote mancante, fino a diventare la causa dell’infelicità matrimoniale della coppia.

Circa due anni fa, Rita si era sentita male per alcuni forti dolori allo stomaco, quindi aveva deciso di farsi ricoverare in una clinica privata di Calcutta, assistita dal marito, dal fratello del marito e dalla cognata.

A Rita venne diagnosticata un’appendicite e le venne detto che c’era la necessità di un’operazione, quindi la donna accettò, così come accettò le intimazioni del marito di non dire nulla a nessuno.

Solamente due anni dopo, quando cominciò ad avvertire nuovamente i dolori allo stomaco, si fece visitare in un ospedale diverso da quello in cui era stata operata, nel quale le dissero che le mancava il rene destro.

Incredula, Rita ripeté addirittura la visita in un terzo ospedale, ma il responso fu sempre lo stesso: il marito le aveva fatto asportare un rene a sua insaputa, per venderlo al mercato nero di organi, a un commerciante di Chhattisgarh, ed essere finalmente risarcito della dote mai ricevuta.

Attualmente, il marito di Rita e suo fratello sono stati arrestati con le accuse di “compravendita di organi umani, tentato omicidio e detenzione di una donna sposata con intento criminale”, mentre ancora si sta cercando la madre di Biswajit Sarkar, complice della vicenda.

La polizia indiana sta procedendo per chiudere la clinica privata dove è stato commesso il crimine, anche se le autorità conoscono la realtà dei fatti e sanno che quella della compravendita di organi è una pratica purtroppo molto diffusa da nord a sud del continente e anche nei paesi vicini.

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