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In Palestina è stata costruita una moschea a energia solare
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In Palestina è stata costruita una moschea a energia solare

Il luogo di preghiera islamico è stato aperto in Cisgiordania, e su di esso sono stati installati dei pannelli solari

07 Feb. 2018

Di recente il governo palestinese ha avviato una serie di investimenti sulle energie rinnovabili, con l’obiettivo, tra gli altri, di rendersi sempre più indipendente da Israele dal punto di vista energetico.

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Il fondo di investimento palestinese (PIF) ha siglato di recente un accordo con il ministero dell’Istruzione per avviare dei progetti che prevedono l’installazione di pannelli solari su numerosi edifici pubblici, tra i quali anche alcune scuole.

Il progetto prevede una spesa di 35 milioni di dollari e la possibilità di generare 35 megawatts di elettricità.

I pannelli solari dovrebbero restare installati per un minimo di quattro anni, trascorsi i quali si valuterà l’effettivo rendimento e la sostenibilità di un impiego di questo tipo delle energie rinnovabili.

Nell’ambito di questo programma, lo scorso 22 gennaio la città di Qalqilya, in Cisgiordania, ha aperto la prima moschea a energia solare.

L’idea è partita in realtà da un privato cittadino, Fawaz Fahmi, che ha raccolto dei fondi per riuscire a realizzare l’opera, ed è stata poi sostenuta anche da fondi pubblici.

Il progetto è stato considerato infatti in linea con la politica economica palestinese dalle istituzioni locali, che hanno così deciso di svilupparlo.

Grazie a questa iniziativa, la moschea diventerà una struttura non più limitata soltanto ai momenti di preghiera, e resterà comunque aperta ai fedeli durante tutta la giornata.

Ognuno dei 36 pannelli solari che verranno installati sulla moschea ha un costo di circa 11mila dollari, e può produrre 8 kilowatts di energia.

Secondo Fawaz Fahmi, il privato cittadino che ha lanciato l’idea, una mosche con queste funzioni dovrebbe riuscire anche ad attirare un maggior numero di fedeli.

 

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