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Il ricatto di Trump: il muro in Messico in cambio della cittadinanza statunitense a 1.8 milioni di immigrati

La Casa Bianca ha presentato un piano per la regolarizzazione dei Dreamers, sprovvisti di tutela dall'abrogazione del DACA. Ecco cosa contiene e cosa vuole Trump in cambio

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Jewel SAMAD/AFP

Giovedì 25 gennaio 2018 il sito della Casa Bianca ha pubblicato una serie di norme quadro sul tema dell’immigrazione, proposte al Congresso dopo numerose sollecitazioni, compreso un considerevole ampliamento della tutela ai cosiddetti dreamers, abrogata da Trump nel settembre 2017.

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Verrebbero infatti definitivamente regolarizzati 1.8 milioni di immigrati arrivati illegalmente negli Stati Uniti quando avevano meno di sedici anni, figli di genitori che a quel tempo erano entrati negli Usa come immigrati clandestini.

I beneficiari del programma DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals program), abrogato da Trump, così come coloro che non avevano ancora fatto domanda pur essendo idonei, potrebbero quindi diventare residenti regolari e richiedere la cittadinanza americana.

La proposta coinvolge più del doppio degli 800mila giovani immigrati tutelati da Obama attraverso la concessione di permessi di lavoro biennali e rinnovabili, che consentivano di evitare il rimpatrio da maggiorenni.

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La proposta, a dir poco insolita per un leader repubblicano, fa da contrappeso alla grande promessa elettorale di Trump.

Come aveva preannunciato, infatti, in cambio della salvezza del DACA ha chiesto l’approvazione di un fondo di 25 miliardi di dollari per costruire il celebre muro tra Stati Uniti e Messico e migliorare la sicurezza dei confini.

Il presidente statunitense non è disposto a firmare alcun accordo sull’immigrazione privo di tali fondi: “Qualsiasi soluzione deve includere il muro, perché senza il muro non può funzionare” ha dichiarato alla stampa.

La proposta prevede inoltre numerose altre modifiche in senso restrittivo alle politiche migratorie statunitensi, volte nel complesso a regolarizzare chi già è entrato nel territorio e ad impedire ulteriori ingressi.

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Dopo varie proposte bocciate da Trump, la Casa Bianca dunque ha finalmente stilato le linee guida per la legge che il Congresso dovrà discutere.

Ecco cosa prevede la proposta, punto per punto.

1) Sicurezza dei confini

Dotare il Dipartimento della Sicurezza Nazionale di strumenti per fermare la “rapida crescita dell’immigrazione illegale” ed espellere individui illegalmente entrati negli USA. Ecco il minimo indispensabile, secondo il piano:

  • 25 miliardi di dollari per il muro al confine sud con il Messico e per migliorie al confine nord;
  • Nuovi fondi per assumere forze dell’ordine:
  • Eliminare la politica del catch-and-release, per la quale i clandestini arrestati vengono liberati nell’attesa di un processo (impedire questo rilascio intermedio potrebbe rendere molto più arduo per gli imputati trovare un avvocato);
  • Assicurare incarcerazione ed espulsione di stranieri criminali, membri di gang, criminali violenti;
  • Assicurare la pronta espulsione dei clandestini, a prescindere dal paese d’origine, e di chi resta con visto scaduto;
  • Impedire l’ingresso di droghe sintetiche negli Stati Uniti;
  • Riforma dei tribunali dell’immigrazione per migliorarne l’efficienza e prevenire frodi e abusi.

2) Legalizzazione DACA

Concedere lo status legale ai beneficiari del DACA e agli altri idonei a riceverlo, in modo da includere circa 1.8 milioni di individui a cui verrebbe assegnata la residenza negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, prevedere un programma per il riconoscimento della cittadinanza a queste stesse persone, che preveda:

  • 10-12 anni di residenza e chiari requisiti basati su lavoro, scuola e buona condotta morale;
  • Possibilità di revocare lo status per condotta criminale, frode, motivi di pubblica sicurezza o altri.

 

3) Proteggere il nucleo familiare (enfatizzando le relazioni familiari strette)

Trump vuole limitare gli ingressi per ricongiungimento familiare ai soli coniugi e figli minorenni, interrompendo le “catene di migrazione” delle famiglie estese.

La disposizione non si applicherebbe retroattivamente, quindi chi è già in lista dovrebbe poter entrare negli Stati Uniti.

La norma porterebbe l’immigrazione verso gli Stati Uniti ai minimi storici, e comporterebbe l’eliminazione dei visti F3 e F4, che consentono ai cittadini di portare nel paese figli adulti e fratelli, e di quello per i genitori.

Nell’attuale sistema vengono concessi circa 88.400 di questi visti ogni anno, a fronte di una domanda molto maggiore.

In pratica, le domande di ricongiungimento hanno delle tempistiche molto lunghe, dai 13 ai 23 anni. Nel gennaio 2018 il governo ha infatti cominciato a esaminare le richieste presentate a giugno 2004.

La formazione di vere e proprie “catene” di migrazione appare dunque già improbabile nel sistema attuale.

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4) Eliminazione della “Lotteria del visto”

La Diversity Visa Lottery seleziona casualmente individui che possono entrare negli USA “senza prendere in considerazione abilità, merito e sicurezza pubblica”. Il piano vuole eliminare la lotteria e riassegnare i visti in modo da ridurre gli arretrati di ricongiungimento familiare o di impiego altamente qualificato.

Il sistema si rivolge a chi non ha altri requisiti per accedere legalmente negli Stati Uniti (ma ha un diploma scolastico o un’esperienza lavorativa qualificata) e assegna i visti in base alla popolazione del paese di provenienza e al numero di immigrati accolti annualmente dagli USA da quello stato.

Nel 2015, 9 milioni di persone hanno fatto domanda per i 50mila posti all’anno. Chi viene selezionato ottiene la carta verde, ossia la residenza permanente, e la possibilità di diventare cittadino in soli 5 anni.

 

Restano i dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo in Congresso. Per i Repubblicani, le concessioni sui dreamers potrebbero essere fin troppo liberali, mentre per i Democratici il presidente si sta servendo del destino di milioni di ragazzi per raggiungere i suoi scopi.

L’opposizione si è detta disponibile ad investire sulla sicurezza dei confini in cambio di un accordo sul DACA, ma nessuno sembra intenzionato a spendere miliardi in un muro.

Un compromesso appare alquanto improbabile, ma potrebbe essere l’unica speranza di riattivare il DACA entro il 5 marzo 2018, quando 1.100 dreamers cominceranno a perdere la protezione  giorno dopo giorno per via dello scadere delle cause ancora pendenti.