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Cosa c’è da sapere sul blocco dei paesi arabi nei confronti del Qatar

Il Qatar, che ospiterà i Mondiali di calcio del 2022, è accusato di legami con gruppi terroristici. A causa del blocco imposto da alcuni paesi arabi, lo stato del Golfo sta cercando nuove alleanze

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Nel 2022 tutto il pianeta avrà gli occhi puntati sul Qatar, paese che ospiterà i Mondiali di calcio. Nonostante a questo appuntamento manchino ancora quattro anni, la scelta della Fifa è stata criticata da più parti perché il Qatar appare al momento un paese fortemente instabile ed esposto a numerosi rischi.

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Da oltre 200 giorni, infatti, diverse nazioni arabe stanno portando avanti un blocco verso il Qatar, in particolare a causa dei presunti legami dello stato del Golfo con gruppi terroristici quali al Qaeda e Isis.

Il blocco è iniziato il 5 giugno 2017, ed è motivato anche dai rapporti che il paese intrattiene con l’Iran, giudicati eccessivamente stretti dalle potenze arabe sunnite.

Negli ultimi giorni, questa lunga crisi diplomatica ha avuto ulteriori sviluppi. L’organizzazione per la difesa dei diritti umani EuroMed ha denunciato ieri il fatto che alcuni farmaci essenziali non raggiungono il Qatar per via del blocco che sta subendo, puntando il dito in primis contro gli Emirati Arabi Uniti.

Il 24 gennaio era trapelata la notizia che il ministro degli Esteri del Kuwait – paese dell’area che non prende parte al blocco contro il Qatar – aveva convocato l’ambasciatore saudita.

Poco dopo, è stato il viceministro kuwaitiano a chiarire che si è trattato solo di “un incontro ordinario” per discutere delle relazioni tra i paesi e degli ultimi sviluppi nella regione.

Ciò è avvenuto dopo che la settimana scorsa il presidente dell’autorità sportiva saudita Turki Al al-Sheikh ha criticato il ministro delle Politiche giovanili del Kuwait definendolo “un mercenario” per via di una serie di dichiarazioni rilasciate dopo aver incontrato l’emiro del Qatar.

I rapporti del Qatar restano tesi anche con gli Emirati Arabi Uniti.

Martedì 23 gennaio il generale Saad al-Qubaisi, dell’aeronautica militare emiratina, ha dichiarato di avere l’ordine di non iniziare un’escalation col Qatar. In ogni caso, lo stesso generale sta studiando rotte aeree alternative per evitare che i jet del Qatar possano intercettare i propri aerei militari.

Il principale terreno di scontro diplomatico tra Emirati e Qatar è però avvenuto intorno a una mappa. Lunedì, infatti, il museo del Louvre di Abu Dhabi ha sostituito una mappa del Golfo Persico in cui era stato completamente omesso il Qatar.

Lunedì scorso, i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, che partecipano al blocco contro il Qatar, si sono incontrati a Riad, manifestando la reciproca solidarietà e stilando una lista di 13 richieste, compresa la rottura con Fratelli Musulmani, Hezbollah, al Qaeda e Isis, rivolte al Qatar affinché si possano normalizzare i rapporti.

Nel frattempo, Doha ha cercato di migliorare le relazioni con alcuni paesi estranei al blocco. Il ministro della Difesa qatarino si è recato in Mali, discutendo i rapporti bilaterali sul tema della difesa.

Questo è avvenuto ad appena un mese dalla visita dell’emiro del Qatar in Mali, la prima nell’area dal 2013. Anche con il Kuwait il Qatar ha provato a stringere ulteriormente le relazioni, con una cooperazione sul settore dello sport e il ringraziamento del ministro delle Politiche giovanili kuwaitiano al Qatar per aver contribuito all’interruzione da parte della FIFA della sospensione della loro federazione sportiva.

Oltre a questo, domenica scorsa il ministro della Difesa del Qatar è stato in visita ufficiale in Kuwait.