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Di cosa parla il film italiano Chiamami col tuo nome, nominato a quattro premi Oscar

Chiamami col tuo nome è uno dei pochi film italiani che nella storia ha ricevuto la nomination come miglior film agli Oscar, ed è potuto accadere perché la produzione del film è statunitense

Immagine di copertina
Chiamami col tuo nome Credit: Luca Guadagnino

Giovedì 25 gennaio 2018 esce nelle sale cinematografiche Chiamami col tuo nome, il film diretto dall’italiano Luca Guadagnino.

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Il film, sceneggiato e prodotto da James Ivory, e ispirato all’omonimo romanzo scritto da André Aciman, si è già aggiudicato tre nomination ai Golden Globe del 2018, miglior film, miglior attore, migliore attore non protagonista; e quattro nomination per i premi Oscar come miglior film, miglior attore, migliore sceneggiatura non originale e miglior canzone.

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Chiamami col tuo nome è uno dei pochi film italiani che nella storia ha ricevuto la nomination come miglior film agli Oscar, ed è potuto accadere perché la produzione del film è statunitense.

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In passato a vincere l’Oscar per miglior film fu l’italiano Frank Capra nel 1935 con Accadde una notte e nel 1939 con L’eterna illusione.

Nel 1987 toccò all’italiano Bernardo Bertolucci con il film L’ultimo imperatore. 

Nel 1969 il film Romeo e Giulietta, diretto dall’italiano Franco Zeffirelli, ricevette la nomination come miglior film, ma non ottenne il premio.

E infine, nel 1997, La vita è bella di Roberto Benigni che fu nominato come miglior film, ma alla fine ottenne il riconoscimento come miglior film straniero.

Chiamami col tuo nome è ambientato nel 1983 a Crema – anzi, “da qualche parte nel Nord Italia” – e racconta l’estate del diciassettenne americano Elio Perlman (Thimotée Chalamet), musicista colto e sensibile che si dimostra più maturo rispetto ai suoi coetanei.

Il ragazzo si reca a Crema per passare le vacanze nella villa di famiglia del XVII secolo, ed è figlio di un eminente professore universitario, specializzato nella cultura greco-romana, che ogni anno ospita uno studente straniero impegnato nella stesura della tesi di post dottorato.

Il giovane letterato in questione è Oliver, ventiquattrenne statunitense, bello e affascinante.

Proprio il suo fascino e il suo atteggiamento disinvolto sono la maggiore attrazione per Elio, che risulta timido e impacciato.

Attraverso un processo di conoscenza di sé e di scoperta dell’amore, Chiamami col tuo nome racconta la nascita di una storia allo stesso tempo tenera e passionale, descritta magistralmente dai piccoli dettagli: uno sguardo, due mani che si sfiorano, un sorriso, una parola.

Ma Chiamami col tuo nome non è solamente un film romantico: l’altra grande tematica è la difficoltà di stare al mondo tipica di ogni diciassettenne alla disperata ricerca della propria identità, non solamente sessuale.

In un clima di grande cultura, i protagonisti si destreggiano in conversazioni intellettuali – magari in più di una lingua -, citando Craxi, la Resistenza, il giornale francese Le Monde, e persino Beppe Grillo, conosciuto allora solamente come comico.

A proposito del suo film Luca Guadagnino ha dichiarato: “mi piace pensare che Chiamami col tuo nome chiuda una trilogia di film sul desiderio, con Io sono l’amore e A Bigger Splash”.

“Mentre nei precedenti il desiderio spingeva al possesso, al rimpianto, al disprezzo, al bisogno di liberazione, in Chiamami col tuo nome abbiamo voluto esplorare l’idillio della giovinezza”.

“Elio, Oliver e Marzia sono irretiti in quella splendida confusione che una volta Truman Capote ha descritto affermando ‘l’amore, non avendo una mappa, non conosce confini’. Chiamami col tuo nome è anche il mio omaggio ai padri della mia vita: il mio vero padre e i miei padri cinematografici: Renoir, Rivette, Rohmer, Bertolucci”.

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