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La guerra fredda tra Melania e Donald Trump

Immagine di copertina
I coniugi Trump. Credit: Jim Watson/ Afp

Melania è arrabbiata, anzi è furiosa. E ha deciso di servire la notizia su un vassoio d’argento alla stampa mondiale dando forfait al viaggio a Davos dove avrebbe dovuto accompagnare suo marito Donald Trump.

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A 3 giorni dall’attesissimo arrivo del presidente americano al World Economic Forum, il secondo dopo Clinton, dalla Casa Bianca fanno sapere che la First Lady ha cambiato programma e non parteciperà “per problemi logistici e di organizzazione”.

Tutto bene se non fosse che Melania non ha più fatto apparizioni pubbliche dal 12 gennaio scorso, giorno in cui uno scoop del Wall Street Journal ha rivelato che nel 2016, poco prima delle elezioni, l’avvocato personale di Trump, Michael Cohen, avrebbe versato 130 mila dollari a una pornostar, Stormy Daniels, per comprare il suo silenzio a proposito di un presunto rapporto col presidente che risalirebbe al 2006.

Il legale nega, ma dalle colonne di un altro giornale la donna rilancia e dice di aver avuto una relazione con Trump dopo il matrimonio con Melania celebrato nel 2005.

La First Lady non parla, ma le sue mosse lo fanno per lei.

È volata a Mar a Lago il week end del 13 gennaio con il marito e il figlio Barron, come vuole la tradizione di famiglia, ma non ha partecipato a nessuna attività del presidente.

Una guerra fredda che la First Lady, con una popolarità nettamente superiore a quella del marito, vicina al 60 per cento, allarga al web.

Nell’arco di 2 giorni, carichi di significato per Donald e Melania, del marito non appare traccia sui social network.

Il 20 gennaio, giorno che segna un anno di presidenza Trump, l’account Twitter di Melania ha festeggiato pubblicando una foto della First Lady, sottobraccio a un militare per la cerimonia dell’insediamento.

Tace invece il 22 gennaio per il loro 13 anniversario di matrimonio, al contrario di quanto fece un anno fa dopo due giorni di insediamento alla Casa Bianca.

Da primo alleato Melania, rischia di trasformarsi nel nemico in casa.

I suoi no dati in pasto alla stampa mondiale a Trump fanno più male di 10 Russiagate.