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Perché rimaniamo adolescenti fino a 24 anni, secondo la scienza

Alcuni ricercatori hanno dimostrato che l'adolescenza non termina a 18 anni, ma piuttosto a 24, ritardando di molto le tappe dell'età adulta

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Credit: Pixabay

Quando arriva la maggiore età, di solito, arrivano anche le responsabilità, i doveri e tutto ciò che caratterizza la vita degli adulti. Eppure non sempre le persone si sentono pronte a fare il grande passo dall’adolescenza alla maturità.

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Per questa categoria di giovani adulti ci sono buone notizie: secondo un articolo del Lancet Adolescent Healt Journal l’adolescenza è da considerarsi terminata a 24 anni, piuttosto che a 18.

Nella società odierna, infatti, le persone che iniziano le loro vite adulte hanno ritardato di molto l’età di tutti i passaggi fondamentali del processo di crescita: il matrimonio, per esempio, è preso in considerazione a partire dai 27 anni per le donne, e dai 29 per gli uomini, come scrive DailyDot.

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Per quanto riguarda invece l’idea di procreare e mettere al mondo un bambino, secondo Allure, ormai per le donne se ne parla dai 30 anni in poi.

Questo spostamento in avanti delle fasi di iniziazione alla maturità hanno quindi contribuito ad allungare l’adolescenza fino ai 24 anni.

Ma i motivi per cui il periodo adolescenziale sarebbe più lungo di quanto si pensa, non sono solamente sociali, ma anche biologici: il cervello continua a maturare fino ad oltre 20 anni, dunque sarebbe assurdo pretendere la maturità di un adulto da un neo-maggiorenne.

L’attuale definizione di adolescenza, quindi, sarebbe “eccessivamente limitata” e non in linea con i cambiamenti delle norme sociali nella società moderna, a detta degli scienziati che si sono occupati della ricerca.

Per questo motivo i ricercatori hanno dichiarato che è fondamentale – se non addirittura “vitale” – cambiare la definizione di adolescenza, come riporta Konbini.

Altri, invece, si sono distanziati da tale intento, affermando che questo causerebbe il rischio di infantilizzare i giovani, levandogli ogni pressione e aspettativa, e donandogli su un piatto d’argento la scusa perfetta per non crescere mai.

“La società dovrebbe mantenere il più alto possibile il livello di aspettativa nei confronti della prossima generazione”, secondo i ricercatori contrari alla nuova definizione di adolescenza.

A proposito del suo studio, la professoressa Susan Sawyer ha scritto: “sebbene molti privilegi legali da adulti inizino all’età di 18 anni, l’adozione di ruoli e responsabilità da adulti avviene generalmente in seguito”.

Inoltre, il ritardo nello sposarsi, fare figli, comprare una casa, rendersi economicamente indipendenti, ha ritardato anche l’abbandono dello stato di dipendenza nei confronti dei genitori – o di chi ci mantiene. Cosa che ritarda la fine dell’adolescenza, per ovvi motivi.

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