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Otto interessanti esperimenti mentali illustrati (e spiegati) da una filosofa

Gli esperimenti mentali sono prove che non si intendono mettere in pratica nella realtà, ma servono a spiegare teoricamente i sistemi filosofici. Una filosofa ne ha illustrati otto

Immagine di copertina
Il giardiniere invisibile. Credit: Helen de Cruz

A volte i filosofi usano esperimenti mentali per esporre le loro teorie e per dimostrare le loro intuizioni.

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Gli esperimenti mentali sono prove che non si intendono mettere in pratica nella realtà, ma servono a spiegare teoricamente i sistemi filosofici.

Il loro carattere puramente concettuale, infatti, permette di prendere in considerazione situazioni non realizzabili nella pratica.

Un’artista e filosofa ha deciso di illustrare otto esperimenti mentali, tratti da varie tradizioni.

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La sfumatura di blu mancante

La sfumatura di blu mancante. Credit: Helen De Cruz

L’esperimento mentale: se un uomo avesse visto tutti i colori, tranne una particolare sfumatura di blu, potrebbe essere capace di colmare la sua lacuna con il solo utilizzo dell’immaginazione?

La spiegazione: Il filosofo scozzese del ‘700 David Hume usò questo esperimento mentale come prova del nove per la sua teoria secondo la quale possiamo apprendere le cose del mondo solamente attraverso l’esperienza.

Dunque, se il suo sistema filosofico fosse corretto, non dovremmo essere capaci di immaginare la sfumatura mancante, nonostante intuitivamente possa sembrare il contrario.

La macchina dell’esperienza

La macchina dell’esperienza. Credit: Helen de Cruz

L’esperimento mentale: se esistesse una tecnologia alla quale è possibile collegarsi tramite elettrodi e rimanere fluttuanti nell’aria, e se questa macchina potesse fornire a chi la utilizza ogni tipo di esperienza desiderata, ti attaccheresti alla macchina?

La tecnologia assicurerebbe di certo il massimo del piacere, ma al tempo stesso ti farebbe vivere una vita falsa, con l’illusione che sia reale.

La spiegazione: Secondo la teoria filosofica edonista il piacere basta a raggiungere la felicità, ma la questione è una delle domande principali – e mai risolte – di ogni grande intellettuale: cos’è la felicità?

Se l’edonismo fosse la risposta, tutti si attaccherebbero alla macchina senza indugi, eppure con tutte le probabilità le persone ci penserebbero due volte.

Questo perché, secondo il filosofo statunitense Robert Nozick, che ha esposto la sua teoria in Anarchy, utopia and the state (1974), la felicità non dipende solo dal piacere, ma anche dai progetti e dagli obiettivi che vogliamo raggiungere nel corso della nostra vera vita.

Il bambino nel pozzo

Il bambino nel pozzo. Credit: Helen de Cruz

L’esperimento mentale: secondo l’antico filosofo cinese Mencio, vissuto tra il 300 e il 200 a.C., se qualsiasi uomo vedesse un bambino che sta per cadere in un pozzo, proverebbe una sensazione di panico e preoccupazione.

Questo non dipende dal fatto che la persona in questione voglia conquistare la simpatia dei genitori, né che si stia preoccupando per la sua reputazione, ma più che altro perché, sempre secondo Mencio, il sentimento della compassione è insito negli esseri umani.

La spiegazione: Il filosofo Mencio fu uno dei maggiori seguaci del confucianesimo, e sviluppò la teoria secondo la quale gli esseri umani hanno quattro germogli radicati in se stessi, che vanno coltivati.

Il primo è la compassione (ren in cinese), il secondo la giustizia (yi in cinese), il terzo la buona condotta (li in cinese), e l’ultimo la saggezza (zhi in cinese).

La bella addormentata

La bella addormentata. Credit: Helen de Cruz

L’esperimento mentale: la bella addormentata prende parte a un esperimento in cui viene svegliata per pochi minuti a seconda del lancio di una moneta, e poi rimessa a dormire con delle droghe che non le fanno capire che giorno è.

Se l’esperimento prevedesse che la bella addormentata venga svegliata lunedì e martedì nel caso in cui uscisse croce, e solo lunedì nel caso uscisse testa, quali probabilità avrebbe di sapere che giorno è nel momento in cui si sveglia?

La spiegazione: potrebbe sembrare che la bella addormentata abbia il 50 per cento di possibilità di indovinare che giorno è, ma secondo il filosofo del ‘900 Adam Elga, in realtà avrebbe una possibilità su tre.

Infatti, da sveglia la bella addormentata avrebbe tre opzioni: potrebbe essere uscita croce, e dunque potrebbe essere lunedì, ma anche martedì.

Oppure potrebbe essere uscita testa e dunque potrebbe essere lunedì.

Otto e Inga visitano un museo

Otto e Inga visitano un museo. Credit: Helen de Cruz

L’esperimento mentale: Otto e Inga vogliono andare a visitare il Museum of Modern Arts. Otto ha l’alzheimer, e segna tutte le cose che apprende su un quaderno che porta sempre con sé.

Nel suo quaderno c’è scritto che il MoMA si trova sulla 53esima strada. E anche Elga, grazie alla sua memoria biologica, ha la stessa nozione.

Ma prima che Elga scavi nella sua memoria, potrebbe sembrare che sia già convinta di dove si trovi il museo.

Si potrebbe dire lo stesso di Otto, nonostante la sua convinzione non dipenda dalla sua memoria biologica, ma da quello che è scritto su un quaderno?

La spiegazione: secondo quanto spiegato nel saggio The extended mind, scritto dai filosofi Andy Clark e David Chalmers, in questo caso i pensieri – e dunque le nozioni e le convizioni – di Elga, corrispondono alle funzioni che il quaderno ha per Otto.

E nonostante si possa pensare che il quaderno di Otto potrebbe essere manomesso, anche la mente umana può esserlo, attraverso l’uso di droghe e alcol per esempio.

Il giardiniere invisibile

Il giardiniere invisibile. Credit: Helen de Cruz

L’esperimento mentale: due persone si recano nel loro giardino, che hanno trascurato a lungo.

Il giardino ha un’aria selvatica, eppure ci sono piante che stanno fiorendo.

I due discutono sulla potenziale presenza di un giardiniere che abbia curato il giardino in loro assenza, nonostante i vicini gli dicano che non è venuto nessuno.

Una delle due persone in questione è convinta che il giardiniere che si è occupato del giardino sia invisibile.

La spiegazione: l’esperimento gioca sull’esistenza di Dio e sulla differente visione del mondo di un credente rispetto a un non credente.

Secondo il filosofo del ‘900 John Wisdom, l’esperimento mostra come la fede possa cambiare il nostro modo di vedere i fatti della vita.

Il nobile russo

Il nobile russo. Credit: Helen de Cruz

L’esperimento mentale: un nobiluomo russo decide di lasciare in eredità ai contadini le sue proprietà.

Decide di scrivere le sue intenzioni nel testamento, chiedendo alla moglie (l’unica persona con il potere di cambiarlo) di non effettuare modifiche, nemmeno nel caso in cui fosse lui stesso a chiederglielo.

Alcuni anni dopo il nobiluomo va dalla moglie affermando di aver cambiato idea. Come dovrebbe comportarsi la donna?

La spiegazione: il ragionamento si basa sull’identità personale: il nobile russo è da anziano la stessa persona che era da giovane?

L’uomo volante

L’uomo volante. Credit: Helen de Cruz

L’esperimento mentale: se uomo entrasse a far parte del mondo da adulto, senza ricordi precedenti, se avesse gli occhi chiusi e fluttuasse nell’aria, se le sue membra non si toccassero l’una con l’altra e se non avesse nulla addosso, sarebbe cosciente di se stesso?

La spiegazione: secondo la filosofia di Avicenna l’uomo avrebbe consapevolezza di qualcosa.

Non della sua esperienza corporea, non della sua memoria, ma della sua anima.

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