Me

È stato creato il primo vibratore che combatte l’invecchiamento

Un medico italiano ha realizzato il primo sex toy anti invecchiamento, volto ad aiutare le donne a riattivare i tessuti vaginali

Immagine di copertina

Il dottor Paolo Mezzana, specialista in chirurgia vaginale e membro della Society of Aestetic Gynecology (Esag), ha messo a punto il primo sex toy a uso medico al mondo.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

L’invenzione del vibratore si deve proprio a un dottore, Joseph Mortimer Granville, che, nella Londra di fine Ottocento, lo aveva immaginato proprio come strumento per la cura dei muscoli indolenziti, come raccontato nel film Hysteria.

Il vibratore anti-age è stato progettato per aiutare le donne a riattivare i tessuti vaginali ed è totalmente “made in Italy”.

Si tratta di un vero e proprio presidio medico che in estate riceverà la certificazione Ce e che potrà essere prescritto dal dottore.

I primi 5 prototipi sono stati sperimentati da 5 donne, insieme a un gel a base di centella asiatica e acido ialuronico, anche questo brevettato e prodotto da una ditta italiana.

“L’apparecchio produce una vibrazione a 100 hrz, una particolare frequenza che stimola la replicazione cellulare e la vascolarizzazione. Ma è una vibrazione che può anche produrre piacere. Ciò permette alle donne in menopausa di riprendere confidenza con il proprio corpo, un’attitudine che in questa fase della vita tendono a perdere, ma che ha un’importanza fondamentale per il benessere generale e per la funzionalità intima”, ha detto il dottor Mezzana intervistato da Adnkronos.

Oltre quindi alla classica vibrazione, “l’apparecchio emette una luce a bassa intensità, di colore rosso in grado di stimolare il rinnovamento dei tessuti”, spiega Mezzana.

“A questo si aggiunge la ionoforesi che permette il passaggio di un particolare tipo di corrente elettrica in grado di aumentare la permeabilità dei tessuti al gel anti-age a base di acido ialuronico e centella asiatica utilizzato insieme l’apparecchio”.

Il supporto, realizzato in silicone medicale, sarà affidato a medici specialisti in patologie del pavimento pelvico che potranno monitorare l’efficenza e il corretto funzionamento dell’apparecchio attraverso un dispositivo bluetooth.

Durante la fase di sperimentazione è stato osservato un sensibile miglioramento dell’idratazione, dello spessore e del tono della mucosa.

Mezzana ha divulgato i dati emersi dai questionari somministrati alle pazienti che hanno testato il vibratore, realizzati con il Female Sexual Function Index, indice di funzionalità sessuale femminile, che hanno mostrato come nel 100 per cento dei casi è stato riscontrato un miglioramento della vita sessuale.

Si attendono solo i risultati degli esami microscopici delle biopsie che apriranno la strada al conferimento della certificazione Ce.

Il prodotto potrà essere usato sia autonomamente sia come supporto alle terapie di laser o delle radio-frequenze endovaginali eseguite presso uno studio medico.

Queste terapie hanno in media una durata che si aggira intorno ai 4 mesi e prevedono una seduta al mese, con il costo oscilla tra i 400 e gli 800 euro a trattamento.

Il prezzo dell’apparecchio non è stato ancora fissato ma dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 euro, come ha affermato lo stesso dottor Mezzana alla Zanzara.

Essendo però a tutti gli effetti un presidio medico chirurgico, il vibratore curativo potrà essere scaricato dalle tasse.

Ai microfoni del programma radiofonico il dottore ha anche svelato quello che potrebbe essere lo slogan pubblicitario per lanciare il prodotto sul mercato: “Il piacere di curarsi”.

Il primo prototipo, progettato da una ricercatrice proveniente dall’azienda di profilattici Durex, aveva una lunghezza di 15 centimetri per 3,5 centimetri di diametro, poi ricalibrato a 9 centimetri di lunghezza e meno di 3 di diametro.

“Negli ultimi anni in Italia è cresciuta la domanda delle donne che vogliono ritrovare una funzionalità intima dopo la menopausa, fisiologica o legata a tumori. Una crescita più lenta di quella che si registra negli altri Stati europei, ma comunque notevole. Solo nel mio studio trattiamo almeno 10 pazienti la settimana” ha concluso Mezzana.