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Quali sono gli accordi commerciali firmati da Macron in Cina

Sono cinquanta gli accordi che dovrebbero essere sottoscritti da Francia e Cina durante la visita di Macron, in particolare sul nucleare a uso civile e sull'aeronautica

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Nel secondo giorno della sua visita di Stato in Cina, il premier francese Emmanuel Macron è stato ricevuto presso il Palazzo del Popolo di Pechino dal suo omologo cinese Xi Jinping.

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A chiusura dell’incontro bilaterale, i due capi di stato hanno apposto la loro firma su diversi documenti.

Tra questi un “memorandum per un accordo commerciale” riguardante la costruzione di un impianto di trattamento del combustibile nucleare da parte di Areva, una multinazionale francese che opera nel campo dell’energia, in particolare quella nucleare, di cui lo stato possiede più del 90 per cento del capitale azionario.

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Questo progetto, provvidenziale per il gruppo francese specializzato nell’energia atomica, ha un valore di almeno 10 miliardi di euro.

Questo “memorandum per un accordo commerciale” giunge dopo 10 anni di delicati negoziati tra Areva e il suo partner cinese CNNC, gigante statale dell’energia nucleare civile.

Macron ha annunciato che il reattore EPR, costruito dalla francese EDF nel sud della Cina, dovrebbe essere avviato tra circa sei mesi.

Sarebbe il primo reattore di questo tipo operativo nel mondo, superando quelli in costruzione a Flamanville in Francia e in Finlandia, che hanno subito numerosi ritardi con conseguenti costi aggiuntivi.

Il presidente francese spera in un riequilibrio dei rapporti commerciali con Pechino.

Sono cinquanta gli accordi che dovrebbero essere sottoscritti dai due paesi durante questa visita, in particolare sul nucleare a uso civile e sull’aeronautica.

Macron è stato accompagnato in Cina da una cinquantina di imprenditori, compresi i leader di Areva, Airbus, Safran ed EDF.

Ha così sottolineato l’importanza della “partnership strategica” con la Cina: “Dobbiamo strutturare le relazioni in termini di proprietà intellettuale, garantire un maggiore accesso al mercato cinese e consentire investimenti cinesi in Francia”.

Un altro accordo sottoscritto dai due paesi prevede “l’apertura all’accesso di manzo nel mercato cinese con una risoluzione completa entro sei mesi”, dopo l’embargo imposto da Pechino nel 2001, a seguito della crisi derivata dalla “mucca pazza”.

Dopo aver siglato la scorsa estate un protocollo di intesa, dovrebbe iniziare entro i prossimi sei mesi la creazione di un “Centro Pompidou” a Shanghai, che dovrebbe essere completato in cinque anni.

La città di Xiamen, nella zona est della Cina, organizza da tre anni un’edizione dei “Rencontres photographiques d’Arles”.

Macron ha incoraggiato l’esportazione di mostre francesi in Cina, come avvenuto nel 2014 con “La Cina a Versailles, l’arte e la diplomazia nel XVIII secolo.”

Queste le parole del presidente francese nel secondo giorno della sua visita di stato in Cina:

“La Cina sta perseguendo la sua strategia di sviluppo economico e, date le dimensioni di questo mercato, questo ha un impatto sull’intera globalizzazione. Il dovere della Francia è capire questi movimenti. Ciò presuppone una nazione forte: se la Francia non sa come adattarsi, sarà cancellata”.

Prima dell’incontro con Xi Jinping, Emmanuel Macron ha raccolto le simpatie degli utenti internet cinesi per aver pronunciato una frase in mandarino durante il suo primo discorso a Xian, nella parte nord della nazione: “Rendiamo di nuovo il nostro pianeta grande e bello”.

Questo il video pubblicato sul suo account Twitter, dove si vede il presidente Macron ripetere queste parole di mandarino: