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Il Sudan ha chiuso il confine con l’Eritrea bloccando l’accesso per i rifugiati

Migliaia di eritrei, in fuga dalla crisi umanitaria del loro paese, fuggono attraverso il confine con il Sudan per raggiungere le coste settentrionali dell’Africa e cercare di arrivare in Europa

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Il Sudan ha chiuso il proprio confine orientale con l’Eritrea, inviandovi le proprie truppe. La decisione è arrivata pochi giorni dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nello stato di Kasala, che si trova in quell’area, avvenuta lo scorso 30 dicembre.

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Il governatore di Kasala ha emesso un decreto per la chiusura del confine a partire dalla notte del 5 gennaio, come riferito dall’agenzia giornalistica SUNA.

Nel decreto non è stata fornita la ragione ufficiale di tale chiusura, ma è verosimilmente legata alla decisione del presidente sudanese Omar al-Bashir di dichiarare lo stato d’emergenza nelle aree di Kasala e del Kordofan settentrionale per sei mesi a partire dallo scorso 30 dicembre.

I funzionari di Khartoum hanno detto che la decisione è stata presa per evitare il traffico illegale di armi tra l’Eritrea e il Sudan.

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L’agenzia giornalistica AFP ha riportato la testimonianza di alcuni residenti dell’area, secondo cui centinaia di soldati sudanesi, veicoli militari e carri armati hanno attraversato nei giorni scorsi i villaggi dell’area per schierarsi lungo il confine con l’Eritrea.

Migliaia di eritrei, in fuga dalla crisi umanitaria del loro paese, fuggono illegalmente attraverso il confine con il Sudan, passando dallo stato di Kasala per raggiungere le coste settentrionali dell’Africa e cercare di arrivare in Europa attraversando il Mediterraneo.

Oltre al Kasala e al Kordofan settentrionale, in Sudan vige lo stato d’emergenza anche nelle regioni del Darfur, del Nilo Blu e del Kordofan meridionale.