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Sandra Oh, chi è la prima attrice di origini asiatiche candidata come Miglior attrice protagonista agli Emmy Awards

Conosciuta per il ruolo della dottoressa Yang nella serie tv "Grey's Anatomy", ha ricevuto il Golden Globe 2019 come Miglior attrice drammatica con la serie "Killing Eve"

Immagine di copertina
L'attrice canadese di origini coreane Sandra Oh. Credit: AFP

Sandra Oh ha portato a casa, nel 2019, un Golden Globe: quello come Miglior attrice drammatica in una serie tv (Killing Eve). L’interprete ha anche presentato la cerimonia, tenutasi il 6 gennaio 2019 al Beverly Hills Hotel, con Andy Samberg.

Ma c’è un dato che fa riflettere ancora di più sulla donna. Per la prima volta nella storia degli Emmy Awards, “gli Oscar della televisione”, un’attrice di origini asiatiche ha ottenuto una candidatura come Migliore attrice protagonista per una serie drammatica.

E il merito è proprio di Sandra Oh, conosciutissima anche in Italia per la sua interpretazione della dottoressa Christina Wang nelle prime dieci stagioni della serie tv di grandissimo successo, Grey’s Anatomy.

Oh, attrice e doppiatrice di 47 anni, è nata nella periferia di Ottawa, in Canada, da una famiglia di immigrati coreani.

Il ruolo che potrebbe farle vincere un Emmy è quello di Eve Polastri, funzionaria dei servizi segreti birtannici MI5 sulle tracce di un’assassina sociopatica nel nuovo dramma di BBC America Killing Eve.

Pur essendo stata nominata cinque volte agli Emmy come Migliore Attrice Non Protagonista per il suo ruolo in Grey’s Anatomy, Oh non ha mai ottenuto una delle prestigiose statuette fino ad ora.

Nell’intervista rilasciata a The Hollywood Rerporter subito dopo la nomination, l’attrice ha comunicato tutto il proprio entusiasmo per il grande risultato raggiunto da lei e, allo stesso tempo, dalla comunità asiatica americana.

“C’è una parola per descrivere un misto di gioia e serietà?” ha chiesto. “Sono assolutamente estasiata. Sono in contatto con la mia comunità tutto il tempo, io sono la mia comunità tutto il tempo. Non sono contenta solo per la serie, per me stessa e per la mia famiglia, ma per tutta la comunità. Magari potranno finalmente sentire di essere rappresentati”.

Oh ha però riconosciuto anche riconosciuto il proprio privilegio, dicendo che non vuole dimenticare il fatto che ancora soltanto pochi asiatici di seconda generazione hanno il genere di opportunità che ha avuto lei.

“Voglio che il movimento vada avanti. Voglio che la goccia si trasformi in un’onda. Voglio che questo sia il momento in cui una ragazzina thailandese-americana di 12 anni può andare su Instagram e pensare ‘ehi, quella posso essere io’. Voglio che questo sia il momento in cui può credere in se stessa”, ha affermato.

L’attrice canadese ha ricevuto le congratulazioni anche dell’ex collega Ellen Pompeo, che ha condiviso la scena di Grey’s Anatomy con Oh per dieci stagioni nei panni della dottoressa Meredith Grey. “Congratulazioni @IamSandraOh, te lo sei più che meritato ed il modo in cui stai facendo la storia è incredibilmente commovente. Non vedo l’ora di sentire il tuo discorso!”, ha twittato Pompeo.

emmy sandra oh

Il tweet di Ellen Pompeo

Perché la rappresentazione di Sandra Oh è importante?

Il grande risultato ottenuto da Sandra Oh con questa nomination agli Emmy si incastra all’interno di un discorso più ampio attorno all’importanza della rappresentazione delle minoranze nei media.

Dal mondo del cinema a quello delle serie TV e dei videogiochi, negli ultimi anni si è cominciato sempre di più a far notare l’assenza di personaggi rilevanti in cui le minoranze etniche, ma anche le donne, potessero sentirsi rappresentate al di fuori dei soliti stereotipi.

Questo ha anche valso ad Hollywood diverse accuse di razzismo.

Nel caso della comunità asiatica in America, i ruoli che vengono proposti agli attori appartenenti a questa minoranza sono spesso soltanto quelli di “spalla”. Mogli, fidanzate, assistenti, capi distanti o aiutanti, gli asiatici molto raramente si vedono rappresentati nel posto di protagonista.

Lo scrittore americano di orgine cinese Jeff Yang ha spiegato meglio il problema. “La realtà è che si può dare la colpa agli Emmy o agli Oscar perchè non danno spazio ad attori e artisti asiatici soltanto fino a un certo punto, perchè se agli asiatici non viene nemmeno offerta la possibilità di dimostrare che possono interpretare un protasonista, non possono vincere premi per i loro ruoli come protagonisti,” ha scritto per la Cnn.