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Una violenta tempesta di neve sta provocando morti e devastazione negli Usa: cosa sta succedendo

La costa orientale degli Stati Uniti è messa in ginocchio da una bufera definita "ciclone bomba", con temperature glaciali e venti fino ali 80 chilometri orari

Immagine di copertina
Washington,DC. credit: AFP PHOTO / Daniel SLIM

Una potente tempesta invernale, che è stata rinominata “ciclone bomba” per la sua eccezionale velocità e violenza, si è abbattuta sulla costa orientale degli Stati Uniti con neve, venti fino agli 80 chilometri orari e temperature glaciali.

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Le persone interessate dalla forte perturbazione sono più di 58 milioni, mentre oltre 13 milioni sono sotto l’allerta meteo.

La tempesta ha causato finora almeno 17 morti, enormi disagi alla circolazione – con oltre 27mila voli cancellati – e ha lasciato migliaia di abitazioni senza energia elettrica.

Le zone colpite

La bufera ha colpito la costa orientale di Canada e Stati Uniti, dalla Nuova Scozia alla Carolina del Sud, coinvolgendo tutti gli stati del New England: Maine, Vermont, New Hampshire, Massachusetts, Connecticut e Rhode Island.

Nei 13 stati interessati, compresa la Florida dove non nevicava da 29 anni, è stata emessa l’allerta bufera, mentre i governatori di Georgia, North Carolina e Virginia hanno dichiarato lo stato di emergenza.

In questi stati oltre 77mila persone sono rimaste senza energia elettrica. Si prevedono interruzioni anche nel New England, i sei Stati del nord-est (Connecticut, Maine, Massachusetts, New Hampshire, Rhode Island e Vermont).

I morti

Al momento sono almeno 17 le morti correlate all’abbattersi della tempesta, come riporta l’agenzia Associated Press.

Tre persone sono morte in Texas a causa delle basse temperature. Altre tre hanno perso la vita in Carolina del Nord e 3 nella Carolina del Sud. Due uomini sono morti dopo essere finiti fuori strada con l’auto a causa del ghiaccio, un uomo di 75 anni è rimasto ferito da uno spazzaneve e una bimba è morta scivolando sul viale di casa.

Sono centinaia gli incidenti stradali causati dal maltempo.

Le previsioni per i prossimi giorni

Secondo gli esperti, il picco dei disagi si avrà nelle giornate di venerdì 5 gennaio e sabato 6, quando le temperature potrebbero scendere fino ai 20 gradi sotto lo zero.

Il National Weather Service (Nws) ha avvertito che “la massa d’aria artica rimarrà radicata sopra i due terzi degli Stati Uniti orientali fino alla fine della settimana”.

“Ci si aspetta temperature molto fredde e venti pericolosamente gelidi”, ha aggiunto il Nws.

Il Washington Post aggiunge che la tempesta “somiglia molto a un uragano invernale” che potrebbe essere il più intenso degli ultimi decenni. Il termine “bomba”, tuttavia, qualifica solo l’esplosività del fenomeno e non presagisce i danni che potrebbe causare. Tutto dipenderà dalla traiettoria precisa della depressione.

New York paralizzata

La tempesta sta mettendo a dura prova la costa orientale Usa, in particolare il nord e la città di New York, dove la neve è scesa in abbondanza, ricoprendo completamente la città che si è letteralmente svuotata.

Le scuole sono state chiuse e le autorità hanno invitato i cittadini a non mettersi al volante se non necessario e a utilizzare i mezzi pubblici.

Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha dichiarato l’emergenza nella zona meridionale dello stato, compresa la contea di Westchester, New York City e Long Island.

A New York sono previste temperature a -20° C. Anche a Boston scuole chiuse e pochissime auto in giro.

“La situazione ha continuato a deteriorarsi”, ha detto giovedì il governatore Andrew Cuomo, dichiarando lo stato di emergenza.

“È quasi impossibile ripulire le strade con queste forti raffiche di vento perché non appena si libera la strada dalla neve, il vento ne riporta un quantitativo in grado di ricoprile nuovamente”, ha aggiunto.

Di seguito le immagini in diretta da Time Square, New York, coperta dalla neve:

I disagi alla circolazione

Fino a oggi, nel complesso sono stati cancellati circa 27mila voli per gli Stati Uniti. Ripercussioni si sono avute anche nel traffico ferroviario: la compagnia Amtrak ha ridotto al minimo i treni tra New York e Boston e ha cancellato quelli tra Washington DC e la Virginia.

L’aeroporto John F. Kennedy di New York ha chiuso il 4 gennaio non solo per la neve ma soprattutto per il vento fortissimo che rende gli atterraggi molto pericolosi. 

Il JFK potrebbe essere riaperto nelle prossime ore. Lo scalo “La Guardia” ha cancellato il 90 per cento dei voli e poi è stato chiuso. Anche l’aeroporto di Newark in New Jersey ha dovuto ridurre drasticamente la sua attività.

Un Airbus A380 della Singapore Airlines partito da Francoforte in Germania e diretto al JFK è dovuto atterrare al piccolo aeroporto Stewart International, circa 130 chilometri a nord del JFK.

Perché è stata chiamata “ciclone bomba”

Dal punto di vista meteorologico, si sta verificando quella che viene chiamata “bombogenesis”: capita quando un ciclone si intensifica a causa di un improvviso e rapido calo della pressione al centro della tempesta stessa.

Gli squali congelati

Nel nord-est degli Stati Uniti, al largo di Cape Cod, in Masachusetts, il freddo polare ha causato la morte per congelamento degli squali.

Le correnti artiche in mare hanno portato ad una temperatura record di 42 gradi sotto lo zero.

Moltissimi animali hanno subito uno shock termico e sono rimasti intrappolati nell’acqua ghiacciata: molluschi e crostacei sono stati quindi congelati e come rinchiusi in una cella frigorifera.

Quattro esemplari di squali volpe lunghi fino a 4 metri sono stati recuperati e studiati dai biologi dell’Atlantico Conservancy, dopo che il mare li ha portati a riva morti per ipotermia.