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Perché la serie Black Mirror si chiama così?

Dal 29 dicembre la quarta stagione è disponibile su Netflix. La serie è un successo mondiale, ma molti ignorano le ragioni che hanno portato a questo titolo

Immagine di copertina

Dal 29 dicembre 2017 è disponibile su Netflix la quarta attesissima stagione di Black Mirror, la fortunata serie britannica che prefigura un futuro distopico in cui gli esseri umani non sono più in grado di controllare gli effetti del progresso tecnologico che hanno generato.

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Black Mirror è una serie antologica; ciò significa ogni episodio è indipendente dagli altri. L’apprezzamento del pubblico e il successo mondiale derivano da un fortunato mix tra trame emozionanti e ricche di suspense e la capacità di far riflettere anche attraverso il senso di inquietudine che le storie generano negli spettatori.

Nonostante l’enorme popolarità, sono in tanti però a non sapere una cosa fondamentale: perché Black Mirror si chiama Black Mirror?

In rete circolano diverse spiegazioni fuorvianti sul titolo della serie. La più accreditata è che “black mirror” sia un riferimento agli scenari cupi che la serie prefigura, con un’umanità totalmente in balia della tecnologia.

In realtà, il motivo alla base del titolo è più semplice e probabilmente più interessante, e si riferisce al riflesso dello schermo del cellulare o di qualsiasi altro device mobile quando questo è spento: uno specchio nero, per l’appunto.

Il sito Digital Spy ha riportato le reazioni sbalordite di alcuni utenti twitter che ignoravano la ragione del titolo:

 

 

Charlie Broker, il creatore della serie, ha spiegato così il motivo per cui ha scelto il nome Black Mirror: “Perché qualsiasi TV, schermo LCD, iPhone, iPad, se lo si fissa, sembra uno specchio nero, e c’è qualcosa di freddo e orribile in questo. Ciò ha reso il titolo particolarmente appropriato”.

“Non so in che altro modo avremmo potuto chiamare la serie. Forse Spooky Technology Time (L’epoca della tecnologia inquietante) ?! Sarebbe stato schifoso”, ha proseguito Broker.

“Mi piace molto il fatto che le persone guardino la serie sulla loro TV, sul loro laptop o sul loro smartphone e poi, mentre i titoli di coda iniziano a scorrere e lo schermo diventa nero, si vedano riflessi”.

In questo video Charlie Broker spiega, oltre alle ragioni del titolo, da dove ha tratto ispirazione per la serie e quanto le storie raccontate si avvicinino alla realtà:

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