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In Yemen almeno 68 persone sono morte in due raid aerei della coalizione araba

Il primo raid ha colpito un mercato popolare uccidendo 54 civili, mentre il secondo bombardamento ha ucciso 14 persone nella provincia di Hodeida, sul mar Rosso

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Almeno 68 civili sono stati uccisi in Yemen a seguito di due diversi raid aerei condotti dalla coalizione araba a guida saudita mercoledì 27 dicembre. La coalizione combatte a fianco del governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi.

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Il primo raid ha colpito un “mercato popolare” nella provincia di Taiz, nel sud ovest del paese, uccidendo 54 civili, tra cui otto bambini, mentre il secondo bombardamento ha ucciso 14 persone appartenenti alla stessa famiglia nella provincia di Hodeida, sul mar Rosso.

Nel 2015, la coalizione ribelle sciita filo-iraniana huthi ha preso il controllo della capitale Sanaa e di gran parte dello Yemen, alleandosi con l’ex presidente del paese, in carica da 33 anni, Ali Abdullah Saleh, dando il via all’intervento della coalizione araba a guida saudita a fianco del governo del presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi.

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Negli scorsi giorni, proprio un cambio di fronte dell’ex presidente ha portato all’uccisione di Saleh da parte dei miliziani huthi, scatenando una nuova offensiva sulla capitale yemenita, occupata dai ribelli, da parte della coalizione araba.

Alcuni giorni fa, gli huthi hanno sparato un missile balistico verso il palazzo reale saudita, nella capitale Riad, intercettato dalle forze della coalizione prima che potesse colpire il proprio obiettivo.