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Le tradizioni natalizie della famiglia reale britannica

Ogni anno dal 24 al 26 dicembre i Windsor trascorrono il Natale a Sandringham, a tre ore da Londra. Ecco cosa prevede il protocollo delle festività

Immagine di copertina
Credit: Yui Mok

A Sandringham questo Natale ci sarà una nuova stella a brillare sull’albero, Meghan Markle. La fidanzata americana e divorziata del principe Harry è stata invitata a trascorre le feste con la famiglia reale inglese.

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Una rottura netta con la tradizione, mai una promessa sposa era stata invitata a Sandringham, quindi un onore senza precedenti per lei, che nel frattempo ha inanellato record su record per strappi al protocollo.

Il Natale a Sandringham, la residenza della famiglia reale comprata dalla regina Vittoria nel 1862 e da allora nel cuore di ogni sovrano, è un susseguirsi di rituali che risalgono all’infanzia della regina.

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Ogni anno va in scena lo stesso copione, ma aumentano i protagonisti che si uniscono ai Windsor.

La regina e il marito sono i padroni di casa. Le 72 ore di soggiorno a Sandringham di ogni membro della famiglia sono pianificate nei minimi dettagli da un’agenda che scandisce il tempo a suon di cambi d’abito.

Dall’ordine di arrivo degli ospiti il 24 dicembre alla durata della colazione di Natale, alla partenza il giorno dopo, nulla è lasciato al caso.

Sua Maestà e il marito Filippo, impegnati negli ultimi preparativi, accolgono gli ospiti nel salotto bianco in cui a far da padrone è l’albero di Natale.

Gli invitati sono liberi di raggiungere Sandringham, nel Norfolk a 3 ore da Londra, come preferiscono, ma vengono ricevuti rigorosamente in ordine di importanza.

Prima arrivi, meno conti. Per intenderci l’ultimo a varcare il cancello è il principe del Galles Carlo, l’erede al trono, accompagnato dalla moglie Camilla.

È il rituale del té, servito alle 4 di pomeriggio del 24, con il primo cambio d’abito ad inaugurare il Natale dei Windsor.

Come da tradizione è accompagnato da piccoli sandwich, torte allo zenzero, qualche biscotto e dagli immancabili scones, il tipico paninetto inglese, di cui i corgi della regina sono particolarmente ghiotti.

Posate le tazze arriva l’appuntamento più atteso dai bambini, lo scambio dei regali.

Su questo momento si raccontano leggende e nascono miti: non conoscendo le regole di famiglia secondo cui i regali più sono economici e divertenti, più vengono apprezzati, Diana al suo primo Natale a Sandringham sarebbe rimasta sconvolta dalla modestia dei pacchetti sotto l’albero.

È stato invece un successo il primo invito al fortino nel Norfolk di Kate Middleton nell’inverno del 2011. Il chutney, una salsa che accompagna i piatti di carne, preparato da lei stessa seguendo la ricetta di sua nonna e regalato alla regina fu portato addirittura a tavola il 25.

Scartati i pacchetti è il momento di ritirarsi nelle proprie stanze per prepararsi alla serata. Il dress code prevede cravatta nera, quindi smoking e abito lungo per le signore, e il gong (vero) è previsto alle 20.

Il tempo di un drink, poi la famiglia si siede a tavola seguendo un rigido placement alle 20:15 per un pranzo di tre portate.

Il piatto principale prevede pollo o manzo, perché il tacchino è un’esclusiva della colazione di Natale. I vini sono invece di competenza del principe Filippo.

Un menù a parte viene composto per i corgi della regina.

Alle 22, seguendo la tradizione, è il tempo del caffè per le signore che si accomodano in salotto e degli amari per gli uomini.

Nonostante la fitta tabella di marcia è difficile ritirarsi prima di mezzanotte, orario in cui di solito la sovrana saluta gli ospiti, che non possono lasciare la stanza prima di lei.

Il giorno di Natale inizia con la prima colazione in sala da pranzo dove la famiglia si ritrova già vestita per la messa a St. Mary Magdalene in agenda alle 11 del 25 dicembre.

Il passo di Filippo guida la delegazione reale verso la chiesa, che sfila davanti a una folla di sudditi curiosi di vedere i Windsor nella loro unica apparizione pubblica durante i 3 giorni a Sandringham.

Tra mazzi di fiori e applausi, un migliaio di persone sfidano il freddo inglese per un sorriso della loro sovrana. Sorriso che rischia di incrinarsi se la durata della predica supera i 12 minuti di cronometro.

Prima della colazione di Natale la famiglia si riunisce per un brindisi di champagne, fanno eccezione Elisabetta e il marito Filippo, che preferiscono rispettivamente gin e birra.

Alle 13:15 e per i successivi 50 minuti, ci si siede a tavola.

Il menù prevede tacchino servito con salse accompagnato da patate e altri contorni come carote o cavoletti di Bruxelles.

Oggi è anche l’unico giorno dell’anno in cui lo chef viene ricevuto in sala da pranzo per gli auguri di Natale, il rituale prevede un bicchiere di whisky da bere con la sovrana.

Con il pudding e il brandy si conclude la colazione.

La famiglia si trasferisce in salotto per seguire alle 15 in televisione il tradizionale messaggio di Natale della regina ai sudditi.

È dalla residenza di Sandringham che nel 1952 Elisabetta II pronunciò alla radio il primo discorso del suo regno.

E via si ricomincia con la routine del giorno precedente, il té alle 16, il cambio d’abito per la serata, sempre cravatta nera e il pranzo servito a buffet alle 20:15 con piatti tipici inglesi.

Ancora il tempo di un amaro prima di ritirarsi nelle proprie stanze prima dell’ultimo appuntamento nell’agenza natalizia.

Il 26, il cosiddetto Boxing Day, dopo un’abbondante prima colazione gli uomini lasciano i salotti di Sandringham per partecipare alla caccia al fagiano.

La regina e le altre signore li raggiungeranno in un cottage all’interno della tenuta alle 13 per un’ultima bourguignonne tutti insieme.

Il via libera per lasciare la residenza arriva subito dopo colazione. I primi saluti sono quelli di Camilla che corre a raggiungere i suoi figli e nipoti nella loro casa poco lontano da lì  per festeggiare un altro Natale.

Dopo 72 ore tira un sospiro di sollievo la regina, pronta a dividere Sandringham per altri 2 mesi solo con il marito il principe Filippo, prima del ritorno a Londra previsto per il mese di febbraio.