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L’Assemblea generale Onu boccia la decisione di Trump su Gerusalemme

Sonora sconfitta per il presidente statunitense: contrari alla risoluzione solo nove paesi, tra i quali Stati Uniti e Israele

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Credit: Afp

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha sonoramente bocciato la linea di Donald Trump sulla questione palestinese, votando a larga maggioranza per respingere la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele.

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Nonostante i severissimi avvertimenti alla vigilia del voto, 128 stati membri (tra cui anche l’Italia) si sono schierati contro il presidente statunitense votando a favore della risoluzione. 35 le astensioni e solo nove i voti contrari, tra i quali quelli di Usa e Israele.

Poco dopo l’ufficialità della decisione dell’Assemblea generale, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha celebrato il gesto definito “una vittoria per la Palestina”.

La maggioranza dei 193 stati membri dell’Assemblea ha così preferito sostenere la vecchia linea internazionale riguardo lo status di Gerusalemme, rivendicata come capitale sia da israeliani sia da palestinesi, che rimanda qualsiasi tipo di decisione definitiva a quando il processo di pace avrà fatto progressi significativi.

Nonostante il valore puramente simbolico, il voto dell’Assemblea generale riunitasi in sessione straordinaria il 21 dicembre è stato per giorni al centro di un duro scontro tra Stati Uniti, Israele e le Nazioni Unite.

Poche ore prima dell’appuntamento al palazzo di vetro di New York , il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito le Nazioni Unite “la casa delle bugie”.

“Lo stato di Israele condanna con fermezza questo voto, anche prima dell’approvazione della risoluzione”, ha detto il leader israeliano in un suo intervento pubblico ad Ashdod, una città sulla costa del mar Mediterraneo a circa 70 chilometri da Gerusalemme.

Il testo per revocare ogni decisione unilaterale, proposto dall’Egitto, è passato con l’appoggio di 14 paesi. Solo gli Usa hanno esercitato il potere di veto di cui hanno diritto in quanto stato membro permanente delle Nazioni Unite.

Tutti i paesi occidentali che hanno votato si sono schierati contro la decisione di Donald Trump. “Un insulto e un affronto che non dimenticheremo”, secondo l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Nikki Haley.