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Il Senato degli Stati Uniti ha approvato la più drastica riforma fiscale degli ultimi 30 anni

Il testo dovrà ora tornare alla Camera dei Rappresentanti che dovrà approvarlo con tre lievi modifiche rispetto al provvedimento licenziato ieri

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Alla mezzanotte di ieri, il Senato degli Stati Uniti ha approvato la riforma fiscale promossa dal presidente Donald Trump.

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La riforma è passata con 51 voti a favore e 48 contrari. Le operazioni di voto sono state interrotte in varie occasioni per le grida degli oppositori. Il risultato è stato annunciato dal vicepresidente Mike Pence che ha presieduto il voto. Alla fine ha votato sì anche Jeff Flake, l’ultimo repubblicano che non si era ancora sbilanciato.

Il testo dovrà ora tornare alla Camera dei Rappresentanti che dovrà approvarlo con tre lievi modifiche rispetto al provvedimento licenziato ieri. Poi approderà sulla scrivania di Trump allo studio ovale, per la firma definitiva.

La riforma si applicherà dal 2018, sia per le aziende che per i privati, e ridurrà le tasse federali. La norma prevede un taglio delle tasse alle imprese, riducendo i loro contributi fiscale dal 35 al 21 per cento.

Gli scaglioni di imposta per le persone fisiche resteranno 7 e andranno dal 10 per cento per la fascia di reddito più bassa, invariata rispetto a quella in vigore, al 37 per cento per quella più alta (ora è al 39,6).

Si tratta della più grande riduzione delle tasse da quella attata da Ronald Reagan nel 1986.

Oltre ai tagli fiscali, la riforma abroga l’obbligo per tutti i cittadini di avere un’assicurazione sanitaria, che è inclusa nell’attuale legge nota come Obamacare, e autorizza per la prima volta le prospezioni di gas e petrolio in una parte dell’Arctic National Wildlife Refuge, grande area naturale dell’Alaska.

“È il più grande taglio alle tasse della storia”, ha scritto in un post su Twitter il presidente Trump.

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