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Le autorità tedesche un anno dopo l’attentato di Berlino: “Non eravamo preparati”

Angela Merkel ha incontrato i parenti delle vittime e i feriti che un mese fa avevano accusato le istituzioni di non aver offerto sufficiente supporto alle persone colpite

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Nel primo anniversario dell’attentato del 19 dicembre 2016 al mercatino di Natale di Breitscheidplatz, a Berlino, il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, ha confessato che le autorità tedesche “non si sono fatte trovare preparate a sufficienza per affrontare le conseguenze di un attacco terroristico di queste dimensioni sulle persone più colpite”.

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Le scuse di Maas sono arrivate sotto forma di lettera pubblicata sulle pagine del “Der Tagesspiegel” martedì 19 dicembre 2017.

“Possiamo solo chiedere scusa alle vittime e ai loro parenti. Imparare dagli errori e assumersi le proprie responsabilità nei confronti delle vittime del terrore restano compiti fondamentali della politica in una democrazia costituzionale”, ha scritto Maas.

Anche per il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier la politica non è stata in grado di offrire un supporto adeguato ai parenti delle vittime dell’attentato di Berlino del 2016: “È vero, in molti casi ci siamo fatti sentire tardi e poco. Tanti familiari delle vittime e feriti si sono sentiti abbandonati dallo stato”.

Nel corso della cerimonia per ricordare le vittime dell’attentato, la cancelliera Angela Merkel ha giurato che simili debolezze da parte delle istituzioni non si ripeteranno una seconda volta: una lezione utile “non solo per migliorare la sicurezza, ma anche per aiutare coloro le cui vite sono state colpite o distrutte”.

Lunedì 18 dicembre la cancelliera tedesca ha incontrato una delegazione di parenti delle vittime e dei feriti che, in una lettera aperta diffusa un mese fa, l’aveva criticata molto duramente sia per il fallimento dei servizi di sicurezza, sia per la “pessima gestione” delle conseguenze dell’attacco da parte delle autorità.

Una conversazione “sincera e schietta nel quale sono state passate in rassegna tutte le nostre debolezze nell’affrontare la situazione”, ha detto Merkel.

Il sindaco di Berlino, Michael Müller, ha svelato un memoriale davanti alla chiesa Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, vicina al mercatino colpito dall’autoarticolato guidato dall’attentatore, il 24enne tunisino Anis Amri ucciso il 23 dicembre 2016 dai poliziotti italiani a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano.

Nell’attentato del 19 dicembre 2016 a Berlino 11 persone sono state uccise e altre 56 sono rimaste ferite.