Me
L’autocritica di Facebook: “I social possono essere dannosi”
Condividi su:
autocritica-dipendenti-facebook

L’autocritica di Facebook: “I social possono essere dannosi”

Le parole del direttore della ricerca David Ginsberg e della ricercatrice Moira Burke arrivano pochi giorni dopo le critiche dell'ex vice presidente per la crescita degli utenti Chamath Palihapitiya

18 Dic. 2017
autocritica-dipendenti-facebook

Pochi giorni fa l’ex vice presidente di Facebook per la crescita degli utenti, Chamath Palihapitiya, ha criticato duramente il social network lanciato nel 2004 da Mark Zuckerberg per aver creato “un sistema di gratificazione a breve termine fatto di like e di feedback, guidato dalla dopamina, che sta distruggendo il modo normale in cui la società funziona”.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Adesso è il turno di altri due attuali dipendenti di Facebook, il direttore della ricerca David Ginsberg e la ricercatrice Moira Burke, fare una sorta di mea culpa sull’influenza spesso negativa dei social sugli utenti.

L’ammissione è arrivata tramite un post sul blog della newsroom di Facebook intitolato Hard Questions: Is Spending Time on Social Media Bad for Us? (Domande difficili: passare tempo sui social media ci fa male?).

Ginsberg e Burke hanno analizzato e commentato alcuni studi scientifici che hanno sollevato dubbi e critiche sul ruolo di Facebook nella società di oggi, con lo scopo di offrire “una visione interna di come il team di ricerca di Facebook lavori con gli altri settori per non tradire il diritto al benessere degli utenti”.

Secondo il loro parere, la chiave di lettura si nasconde nelle modalità di utilizzo della tecnologia: “In genere, quando le persone passano tanto tempo a ‘consumare’ informazioni in maniera passiva, ovvero leggendo senza interagire con gli altri, dopo si sentono peggio”.

“Le cause non sono chiare, ma i ricercatori hanno ipotizzato che il confronto con la vita di altre persone, per come appare online, può avere effetti negativi sul piano sociale. Un’altra teoria riguarda la capacità di internet di allontanare gli individui dall’impegno di conoscere gli altri di persona, in carne e ossa”, hanno osservato Ginsberg e Burke.

Tuttavia, Facebook sta cercando modi per superare tali difetti: “Stiamo lavorando per rendere Facebook un luogo di interazione sociale e non un semplice passatempo. Il nostro interesse è sempre stato quello di far incontrare gli altri, sin dai primi tempi, quando abbiamo cominciato a inviare alert agli utenti riguardo ai compleanni degli amici”.

Una delle sfide principali, quindi, è riuscire a “offrire maggiori opportunità di interazioni significative e ridurre il consumo passivo di contenuti di bassa qualità”, tra i quali i numerosissimi “titoli clickbait o ‘acchiappalike’ e le notizie false”.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus