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Perché il kebab rischia di non essere più venduto in Europa

Nel caso in cui Strasburgo estendesse il bando sui fosfati alla carne impiegata per il kebab, la specialità alimentare turca potrebbe non essere più venduta in Europa

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Credit: Anadolu Agency

È attesa per mercoledì 13 dicembre la decisione del Parlamento europeo sulla possibilità di rendere legale l’aggiunta di fosfati nella carne impiegata per preparare il kebab, la specialità alimentare nata in Turchia apprezzata in tutto il mondo.

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Gli additivi fosfatici al centro della valutazione da parte dei parlamentari a Strasburgo, che secondo alcuni studi scientifici aumenterebbero il rischio di malattie cardiovascolari, sono attualmente proibiti dalle istituzioni europee, a esclusione di alcuni tipi particolari di carne.

Tra queste vi è quella cotta allo spiedo dai produttori di kebab, che sfruttano un vuoto legislativo su questo tipo di alimenti surgelati per trattarli con additivi fosfatici in grado di mantenere la carne succulenta il più a lungo possibile.

La proposta sulla liberalizzazione dei fosfati è arrivata dalla Commissione europea, ma i gruppi di centrosinistra a Strasburgo e alcune associazioni di consumatori hanno già annunciato di essere contrari alla deregolamentazione.

A esprimere riserve in merito alla proposta di Bruxelles c’è anche la Commissione per l’ambiente del Parlamento europeo, secondo la quale lo status quo dovrebbe restare invariato almeno fino a quando l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) non pubblicherà i risultati di uno studio sugli effettivi pericoli legati all’assunzione di additivi fosfatici.

Un eventuale bando dei fosfati per la carne del kebab metterebbe in serio pericolo la vendita in Europa di uno dei cibi da strada più amati e consumati al mondo.

Secondo Renate Sommer, europarlamentare tedesco della Cdu, un divieto “significherebbe la fine della produzione di doner kebab e porterebbe alla perdita di migliaia di posti di lavoro”.

La carne del kebab è solo l’ultimo “ingrediente” ad aggiungersi alla lunga lista di alimenti al centro del confronto nelle istituzioni europee.

Le altre controversie su carne trattata con ormoni, polli alla diossina e organismi geneticamente modificati hanno dato vita a veri e propri scontri interni ed esterni con i vari partner commerciali internazionali.