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Perché un fotografo ha dato fuoco a un villaggio abbandonato in Russia

Immagine di copertina

Il fotografo russo Danila Tkachenko ha dato fuoco a un villaggio abbandonato per realizzare un servizio fotografico con l’obiettivo di mostrare l’incuria che c’è nei confronti di questo tipo di insediamenti l’incuria. Il villaggio sembrava risalire alla fine dell’Ottocento o inizio Novecento e si presentava come un luogo bello e interessante, stando alle immagini. I colleghi di Tkachenko ora però vogliono denunciare il fotografo.

L’obiettivo del fotografo era quello di dare inizio attraverso questo gesto a un dibattito sulla situazione in cui versano i vecchi villaggi agricoli russi. La prima reazione è stata quella di far indignare molti gruppi di attivisti per la tutela del patrimonio, che hanno invitato il ministro dei Beni Culturali russo a prendere provvedimenti contro Tkachenko.

Il progetto fotografico Motherland è stato realizzato in villaggi abbandonati in giro per la Russia.

Dal 1917 la popolazione rurale della Russia è diminuita di oltre l’80 per cento. La collettivizzazione dell’agricoltura voluta da Stalin tra il 1928 e il 1937 fu la prima tappa che portò gradualmente all’abbandono dei villaggi russi.

Nel 1959, un nuovo piano portò al reinsediamento degli abitanti di alcuni villaggi in centri urbani più grandi.

Con questi provvedimenti, l’agricoltura è stata sempre di più abbandonata in favore di altri settori, portando all’abbandono di numerosi villaggi.