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Macellati ancora coscienti, presi a calci e gonfiati col compressore: così vengono torturati gli agnelli in Italia

La denuncia attraverso alcuni video girati con telecamere nascoste da Animal Equality, che ha lanciato una petizione online

Immagine di copertina

Agnelli macellati mentre sono ancora coscienti, senza alcuna forma di stordimento e con un’agonia prolungata senza motivo. Animali lanciati e presi a calci da operatori che infrangono anche le regole minime, sottoponendoli a ogni forma di tortura.

È successo in Italia, e precisamente in provincia di Viterbo, tra fine 2014 e inizio 2015. Succede ancora, nei 200 macelli italiani in cui è concessa la macellazione senza stordimento, in deroga alle leggi vigenti.

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I video raccolti dagli attivisti di Animal Equality con le telecamere nascoste mostrano scene raccapriccianti che vanno oltre ogni immaginazione: agnelli gonfiati con il compressore per agevolarne lo scuoiamento, talvolta mentre sono ancora vivi, animali trascinati per le zampe e lanciati nelle stanze, colpiti violentemente sul muso, sulla testa e nello stomaco, animali pienamente coscienti in fase di macellazione che gridano e si dimenano in preda al dolore.

La realtà di ciò che accade in questi macelli degli orrori ci arriva in modo brutale dinanzi agli occhi, e Animal Equality sul suo sito ha lanciato una petizione per chiedere al parlamento e ai ministri Martina e Lorenzin l’introduzione di pene per il maltrattamento degli animali durante le fasi di stordimento e abbattimento e un rafforzamento del sistema di controlli. In due giorni, la petizione si è già avvicinata all’obiettivo di 30mila firme, conquistandone oltre 25mila.

La macellazione senza stordimento è una pratica consentita da un regolamento europeo in deroga alla legge italiana, nel caso di metodi di macellazione prescritti da riti religiosi. Sul loro sito, gli attivisti di Animal Equality sottolineano però che i macelli a cui è concessa tale deroga “tendono ad abusarne in modo scellerato, causando agli animali inutili e protratte sofferenze nei loro ultimi istanti di vita”.

Qui sotto il video. Attenzione: le immagini molto forti potrebbero urtare la vostra sensibilità:

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