Me

Esiste una malattia rara collegata all’uso massiccio di marijuana

La sindrome da iperemesi dei cannabinoidi colpisce persone che fumano marijuana più volte al giorno per mesi, anni o addirittura decenni. Ecco quali sono i sintomi:

Immagine di copertina
Credit: Lino Mirgeler

Chalfonte LeNee Queen è una donna di 48 anni che vive a San Diego. Per 17 anni, ha sofferto di violenti conati di vomito e forti dolori addominali, che le impedivano di reggersi in piedi per giorni interi. A volte, restava sdraiata sul pavimento a urlare per il dolore. Solo restando in una doccia calda per ore riusciva ad arginare la nausea.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

A causa di questo problema, Queen è stata scambiata per un’alcolizzata e licenziata dal lavoro. Ai giornalisti della Cnn ha raccontato di non essere più riuscita ad avere una vita sessuale e di aver perso peso, arrivando a 49 chili, pur essendo alta un metro e 75 centimetri. Per provare a curarsi, ha speso migliaia di dollari in visite e farmaci, ma i medici non sono riusciti a capire quale fosse l’origine del problema.

Nel 2016, Queen è arrivata a pensare di stare per morire, immaginando di avere un cancro che i medici non riuscivano a trovare.

Alcuni mesi dopo, ha scoperto di essere affetta dalla sindrome da iperemesi dei cannabinoidi, che solo di recente è stata riconosciuta dalla comunità scientifica dopo alcuni riscontri negli Stati Uniti, e in particolare in California e Colorado, stati americani che hanno adottato una legislazione più morbida sull’utilizzo di droghe leggere.

Questa sindrome è stata documentata per la prima volta in Australia nel 2004. I medici tuttavia l’hanno diagnosticata erroneamente come sindrome del vomito ciclico, che è più comune e non ha una causa identificabile o, come nel caso di Queen, come porfiria acuta intermittente, una malattia metabolica che causa forti dolori addominali.

La sindrome da iperemesi dei cannabinoidi colpisce persone che fumano marijuana più volte al giorno per mesi, anni o addirittura decenni, come suggerisce uno studio pubblicato in Colorado nel 2015.

Anche se non si conosce ancora cosa provochi la sindrome, il dottor Kennon Heard, che insegna alla Scuola di medicina dell’Università del Colorado, ha dichiarato alla radio statunitense WBUR che l’ipotesi più probabile è che le persone che consumano frequentemente la marijuana, e in dosi elevate, registrino dei cambiamenti nei recettori del loro corpo, e questo inizia a provocare loro dolore. Alcune persone, inoltre, potrebbero essere geneticamente predisposte a questa malattia, che rimane comunque abbastanza rara anche tra chi fa un uso massiccio di cannabis.

Al momento non esiste una cura per questa sindrome, se non smettere di usare la marijuana. Per alleviare la nausea infatti non funzionano le medicine normalmente utilizzate contro gli episodi di vomito. Ma il problema principale è che molti di coloro che ne fanno uso sono scettici sul fatto sia proprio la marijuana a farli stare male, o sono addirittura convinti che abbia un effetto anti-nausea.

Chalfonte LeNee Queen ha detto alla Cnn di stare ancora lottando per abbandonare completamente la marijuana, ma i suoi sintomi si sono ridotti a un semplice mal di stomaco. Ora fuma un paio di volte al giorno, rispetto all’uso continuo che faceva in passato di questa droga. Sostiene che la cannabis sia l’unica cosa che funzioni per la sua depressione e ansia. Ci tiene a specificare di non voler scoraggiare nessuno a fare uso di marijuana, ma puntualizza che chiunque la fumi dovrebbe essere consapevole dei rischi che corre.