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Io, dipendente di Amazon, vi spiego perché non sciopero al Black friday

Elisabetta Larosio spiega a TPI le ragioni per cui ha scelto di non scioperare insieme agli altri dipendenti che lamentano cattive condizioni di lavoro nello stabilimento in provincia di Piacenza

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Per il Black Friday 2017, previsto per venerdì 24 novembre, le principali sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno annunciato uno sciopero nel centro di distribuzione di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza: lo scioperò inizierà alle ore 6 di venerdì 24 e si concluderà sabato 25.

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Al centro della disputa, che va avanti da diversi mesi, due punti in particolare: il salario degli impiegati e i turni di lavoro.

“Non c’è stata da parte di Amazon Italia alcuna apertura concreta all’aumento delle retribuzioni o della contrattazione del premio aziendale, considerando anche la crescita enorme di questi anni. I ritmi lavorativi non conoscono discontinuità, le produttività richieste sono altissime e il sacrificio richiesto non trova incremento retributivo oltre i minimi contrattuali”, denunciano i sindacati.

Attualmente i magazzinieri che lavorano a Castel San Giovani sono impegnati su tre turni di lavoro (6-14, 14.30-22.30, 23-6), e guadagnano tra i 1.100 e i 1.200 euro netti al mese per 14 mensilità.

Barbara Coromella, responsabile dell’ufficio stampa di Amazon, chiarisce a TPI che “l’azienda applica il Contratto Nazionale del Commercio, con le maggiorazioni previste dal contratto: ad esempio il 15 per cento in più di paga per il lavoro straordinario, il 30 per cento in più per il lavoro notturno, e così via”.

“Abbiamo 1.600 dipendenti a tempo indeterminato, oltre a questi abbiamo una quota di lavoratori stagionali a tempo determinato assunti con le agenzie interinali, il cui numero varia durante l’anno”, prosegue Coromella, che conclude dicendo “per domani garantiamo le consegne e la promessa fatta ai nostri consumatori, non sappiamo prevedere che grado di adesione ci sarà allo sciopero, ma abbiamo un network di centri di distribuzione in grado di sopperire alle richieste”.

TPI ha contattato una dipendente, Elisabetta Lorisio, per capire qual è la situazione in azienda e cosa pensa dello sciopero indetto per venerdì.

Elisabetta è parte del team di L&D, ossia supporta e affianca le persone che entrano in azienda per metterle in condizioni di operare.

Che tipo di adesione ti aspetti da questo sciopero?

Secondo me non ci saranno così tante adesioni, questo è un mio parere personale. Io personalmente non ho aderito perché trovo che si possa dialogare e trovare un accordo senza dover arrivare a questi gesti estremi.

I dipendenti che hanno annunciato lo sciopero hanno però lamentato di non essere riusciti ad avere un vero dialogo con l’azienda, e quindi non riuscire a trovare un nuovo equilibrio in termini economici e di condizioni di lavoro. Tu cosa pensi?

Non la penso come loro. Io ho 45 anni, sono entrata in Amazon due anni fa, non avevo mai preso in considerazione l’opportunità di lavorare in logistica, avevo fatto tutti altri percorsi lavorativi. A un certo punto della vita mi sono trovata in difficoltà e andando in un’agenzia interinale mi è stato proposto di lavorare in Amazon.

Ho iniziato questo percorso non sapendo bene cosa mi aspettava. Ho sempre pensato che la mia età fosse un punto a mio sfavore, e con un po’ di timore ho fatto i miei primi passi in azienda, impacchettando gli oggetti.

Esiste qualcosa che ti ha colpito dell’azienda?

Sono rimasta sorpresa dal fatto che sono puntuali nei pagamenti dello stipendio, che ogni straordinario viene pagato da un minimo di 15 minuti, cosa che in altre realtà in cui ho lavorato non accadeva. Ho la 13esima, la 14esima, buoni pasto. C’è la palestra e altri benefit. Io non vedo il motivo per scioperare.

Quindi è tutto perfetto?

È vero che l’azienda chiede di lavorare quando si è qui, non dico che sia una passeggiata, è un lavoro impegnativo, ha dei bei ritmi, ma è tutto commisurato con quello che si prende.

I commenti di altri lavorati, molto spesso scritti in forma anonima, non sono il linea con quanto racconti tu. C’è chi sostiene che i turni siano massacranti e che il carico di lavoro non sia commisurato allo stipendio ricevuto…

Sono turni di lavoro che già sai di dover affrontare (mattina, pomeriggio, notte), nessuno punta una pistola alla tempia. Sono 8 ore di lavoro da contratto.

Però i dipendenti che vogliono scioperare lamentano proprio lo squilibrio tra il tipo di lavoro che si svolge e il compenso ricevuto…

È chiaro che se sei in “operation” ( il reparto operativo dell’azienda) non è una passeggiata, ma è una scelta lavorativa. In logistica si fa quello: si fanno i pacchi, si spediscono.

Credi che lo stipendio sia commisurato al lavoro svolto, anche nei periodi di maggiore stress come in concomitanza del Black friday o sotto le festività natalizie?

Va bene è un periodo di stress, ma se l’azienda ti chiede un impegno maggiore, quell’impegno viene ripagato perché se tu fai una giornata di lavoro in più, sono 8 ore di lavoro in più che trovi in busta paga.

È vero che ci sono dei ritmi stressanti, ma siamo anche supportati. Amazon nei periodi in cui prevede il picco di lavoro integra con i lavoratori interinali, così il lavoro viene spalmato su più persone.

Quindi secondo te lo sciopero di domani è ingiustificato?

A mio avviso sì. Ci sono cose che ovviamente che si possono migliorare, ma non è scioperando. Anche il nostro nuovo general manager sembra una persona ben predisposta.