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L’ONU rinnova le sanzioni contro l’Eritrea

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Un militare etiope pattuglia il confine con l'Eritrea

Nella giornata di ieri, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato a favore dell’estensione dell’embargo sulle armi imposto a Eritrea e Somalia.

I quindici membri del Consiglio, con un risultato di 11 voti favorevoli e 4 astenuti, hanno adottato la risoluzione numero 2385 per rinnovare il regime di sanzioni imposto alle due nazioni del Corno d’Africa.

“Le sanzioni sono uno strumento, non un fine”, ha scritto su Twitter l’ambasciatore italiano al Consiglio di sicurezza dell’Onu, Sebastiano Cardi. “Come ogni strumento, devono essere riviste se le nuove circostanze lo richiedono, Somalia ed Eritrea dovrebbero cogliere le opportunità offerte dalla risoluzione adottata oggi”.

La decisione del Consiglio arriva a una settimana dal rapporto di 60 pagine redatto dal Gruppo di monitoraggio per la Somalia e l’Eritrea, secondo cui non esistono “prove conclusive del supporto eritreo ad al-Shabaab in Somalia”. Gli esperti delle Nazioni Unite chiedevano così di considerare la possibilità di abrogare l’embargo.

Tuttavia, il documento degli ispettori dell’ONU mostra come negli anni l’embargo sarebbe stato più volte violato. L’Eritrea avrebbe infatti importato armi da imprese di diverse nazioni, contravvenendo così alla decisione del Palazzo di vetro.

Secondo il rapporto infatti, 13 cadetti delle forze aeree e navali eritree avrebbero ricevuto l’addestramento nelle accademie militari degli Emirati Arabi Uniti tra il 2012 e il 2015.