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Secondo il governo eritreo non ci sono stati morti durante le proteste ad Asmara

Il governo eritreo ha risposto formalmente ai media internazionali che riportavano notizie di alcuni morti deceduti durante le proteste avvenute nella capitale Asmara nella giornata di martedì 31 ottobre.

Il governo eritreo, tramite il ministro dell’Informazione, Yemane Ghebre Meskel, ha categoricamente escluso che le manifestazioni abbia causato la morte di qualcuno.

In alcuni tweet pubblicati da Meskel, il ministro ha criticato l’ex reporter della BBC, Martin Plaut, per aver riportato notizie false. Secondo Meskel, i rapporti che parlano di morti e feriti durante le manifestazioni di Asmara sono stati diffusi da “gruppi sovversivi e traditori con base in Etiopia e collegati al governo di Addis Abeba”.

L’emittente tedesca Deutsche Welle (DW), citando fonti dell’opposizione all’estero al dittatore eritreo Isaias Afwerki, aveva parlato di almeno 28 persone rimaste uccise e altre decine ferite durante gli scontri con le forze di sicurezza.

Il corrispondente in Etiopia per l’agenzia di stampa Associated Press, Elias Meseret Taye, citando fonti dell’opposizione, aveva invece parlato di almeno 20 persone uccise.

Le proteste erano partite da una scuola islamica di Asmara, la Diae Al Islam, un’istituzione finanziata da una comunità della città che non gradisce interferenze esterne nella regolamentazione della didattica.

Alcuni video delle manifestazioni erano stati pubblicati su internet e, secondo quanto riferito dall’ambasciata statunitense di Asmara e dal servizio in lingua tigrina della BBC, la polizia avrebbe sparato in aria per disperdere la folla.

Secondo l’emittente britannica, i militari eritrei hanno poi fermato un numero imprecisato di persone durante la notte tra martedì 31 ottobre e mercoledì 1 novembre.

Le manifestazioni erano legate all’arresto del preside della scuola, il 90enne Hajj Musa Mohammed Nur.

Allora, il ministro Meskel, aveva descritto l’incidente come “una piccola manifestazione in una scuola di Asmara, dispersa e senza feriti”.

L’Eritrea si è resa indipendente dall’Etiopia nel 1993. I due paesi non hanno ancora ratificato l’accordo sui confini firmato ad Algeri tra il dittatore eritreo, Isaias Afwerki e l’ex primo ministro etiope, Meles Zenawi.

Asmara non ha una costituzione e diverse organizzazioni internazionali hanno accusato le autorità eritree di violare i diritti umani, con detenzioni senza processo, omicidi e torture. Nel paese inoltre non esistono media indipendenti.