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“25 ragazzi ubriachi volevano molestarmi, l’unico a intervenire per salvarmi è stato Hossain, un venditore di rose”

La testimonianza di Gaia Guarnotta, una ragazza fiorentina che racconta di come è stata accerchiata da un gruppo di ragazzi che volevano molestarla e di come sia stata salvata da un signore bangladese che si trovava nei paraggi

Immagine di copertina

FIRENZE. Camminavo da sola per strada saranno state le 23.30, camminavo, mi piace camminare, poi amo Firenze e amo la notte.

Mi si avvicina un gruppo di mmm saranno stati 25 ragazzi ubriachi (italiani), scherzano, mi chiedono un selfie, ridono… io volevo andare via ma vabbè si sta allo scherzo.

Ad un certo punto, non saprei nemmeno spiegare come mi accerchiano e iniziano a dire frasi come “daaai vieni con noi, ti facciamo divertire, 25 contro 1 si fa una bella serata, facciamo una gang bang, ti facciamo godere, tanti tutti insieme non ne hai mai visti, tanto si vede che sei una che ci sta”.

Rifiutando in malo modo la gentile offerta di questi esseri decidono di accerchiarmi ancora di più tenermi per un braccio e iniziare a insultarmi “dai stupida troia ti diverti, tanto si vede che sei una puttana, – e uno – dai lasciala si vede che è malata, tanto sei solo una ciucciacazzi”.

Io cerco di divincolarmi e andare via ma chiaramente non ci riesco quindi decidono di tirarmi addosso bicchieri e cannucce e uno di loro, o forse un paio mi sputano, o tentano di farlo, tutto questo mentre altri riprendevano con il telefonino.

L’unica persona che interviene è il Signore nella foto Hossein, un venditore di rose ambulante che riesce a mandare via i ragazzi (che chiaramente vedendomi andare via con lui mi non hanno mancato di darmi della “troia ciucciacazzimagrebini”), mi da un fazzoletto per asciugarmi le lacrime, mi porta in un posto dove mi offre da mangiare e da bere, mi fa portare degli asciugamani per pulirmi e mi regala una rosa.

Se non ci fosse stato Hossein io stasera non potrei raccontare questa storia, non sapendo come ringraziarlo gli ho donato una mia fototessera in modo che si ricordasse sempre il volto della ragazza che ha salvato quella sera.

Grazie perché a questo mondo ci sono persone come Hossein, che aiutano senza volere niente in cambio. Questo è un volto che non dimenticherò mai.

Ho deciso di scrivere cosa mi è accaduto perché molti pensano che non ci sia bisogno del femminismo, dell’antisessismo, dell’intregrazione, che in fondo quei ragazzi stessero solo scherzando, che sono ragazzate, che “gli stranieri a casa loro”, perchè i media dicono che “lo straniero è cattivo” che la misoginia non esiste, che l’uomo e la donna sono uguali, che hanno gli stessi diritti e le stesse LIBERTÀ… ecco noi sappiamo che non è così.

Noi tutte dovremmo trovare la forza di dire ciò che ci accade, anche se proviamo vergogna, dobbiamo trovare il coraggio parlare, per essere solidali e per non abituarci a questa mentalità macista e per liberarcene.

La testimonianza è di Gaia Guarnotta, che ha raccontato in un lungo post di Facebook, condiviso migliaia di volte, la sua esperienza.