Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Me

Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Islam, amore e sesso nella storia tra una donna musulmana e un uomo xenofobo

Rania Ibrahim, italo-egiziana, ha scritto un romanzo che racconta la storia d'amore tra una ragazza musulmana e il figlio di un deputato di estrema destra

Immagine di copertina

Islam in Love è un romanzo che racconta d’Islam, di amore e sesso. Narra la storia d’amore tra Laila, una donna anglo-egiziana che indossa il velo, e Mark, figlio di un importante esponente di estrema destra, nella città di Dover nel Regno Unito. 

L’autrice è Rania Ibrahim, italo-egiziana, nata in Egitto e arrivata in Italia con i suoi genitori all’età di due anni. Vive a Milano con suo marito, che è italiano, conosciuto durante gli studi universitari, e i suoi quattro figli.

Dopo aver rivelato la sua storia d’amore con l’attuale marito, i genitori di Rania decidono di riportarla in Egitto, per provare a farla tornare sui suoi passi, nella speranza che si innamori di un uomo egiziano e musulmano come lei.

“Avreste dovuto saperlo, dal momento che avete scelto di emigrare e far nascere e crescere i vostri figli in un paese con usi e costumi opposti ai vostri. Dovevate immaginarlo che vostra figlia avrebbe anche potuto innamorarsi di un Luca e non solo di un Mohamed”, furono le parole del nonno di Rania che convinsero i suoi genitori a riportarla in Italia.

Rania Ibrahim ha raccontato a Tpi come è nata l’idea di scrivere il libro e qual è il messaggio vuole trasmettere.

“Ho iniziato a scrivere gli appunti di questo libro circa sei anni fa. Narro di emozioni complicate provati da una adolescente in conflitto con i mondi ai quali appartiene. Non è proprio un romanzo autobiografico ma non nego che c’è anche un po’ di me”. 

“Ho voluto rappresentare il mio mondo, fatto non solo di donne velate sottomesse, barbe e attentati. Io non indosso il velo e non mi sento meno musulmana rispetto alle donne che lo indossano. Ho visto molte donne musulmane che dell’Islam avevano solo il velo. Ho però deciso di farlo indossare a Laila, la protagonista del mio romanzo”. 

“Ho caricato i personaggi di simboli per delineare la loro identità e ideologie alle quali appartengono. Laila indossa il velo, Mark ha molti tatuaggi e ha idee xenofobe. Poi l’amore nato tra i due ha spogliato entrambi dei rispettivi dogmi”.

Rania Ibrahim ha ricevuto anche molte critiche per il titolo dato al suo libro, Islam in Love.

“Molti mi hanno detto che non dovevo associare l’Islam ai temi che venivano trattati all’interno del libro. Il mio romanzo parla di sesso, mestruazioni e verginità. Questi temi sono ancora dei tabù per molti musulmani e non vogliono mai parlarne. Le donne arabe e musulmane fanno fatica a parlare del proprio corpo”. 

“C’è una forte componente erotica del libro ma alla base di tutto c’è la storia d’amore tra i due protagonisti. L’erotismo e il sesso sono il territorio che i due protagonisti varcheranno con naturalezza per scoprirsi e esplorare i mondi sommersi che custodiscono nei loro cuori”.

“L’Islam e le religioni dovremmo indossarli come un tubino che sta bene con tutto. Ci deve far stare bene. A volte lo si carica ma la religione ci deve far sentire comodi e a nostro agio”. Ha spiegato Rania.

Le destinatarie del libro, come ha spiegato Rania, sono le donne che ogni giorno lottano per la propria storia d’amore e che portano avanti le loro scelte.

“Ho scritto il mio libro qui in Italia non so se in Egitto avrei potuto mai farlo ma spero che il mio venga tradotto in arabo e in inglese. Voglio dare coraggio e alleviare il senso di vergogna e pudore di molte donne attraverso il mio libro”.