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Putin riceve re Salman, per la prima volta nella storia un sovrano saudita visita Mosca

Si discuterà di risorse energetiche e del nuovo assetto delle relazioni tra Russia e Arabia Saudita: sul tavolo c'è il conflitto in Siria e il ruolo dell’Iran in Medio Oriente

Immagine di copertina
Salman bin Abdulaziz e Putin al G20 in Turchia del 2015. credit: Afp

Oggi, giovedì 5 ottobre, il presidente russo Vladimir Putin incontrerà il re saudita Salman bin Abdulaziz.

Il vertice tra Putin e re Salman è molto atteso a Mosca, dove la strada tra l’aeroporto di Vnukovo e il centro della capitale è stata tappezzata da cartelli in russo e in arabo per dare il benvenuto al sovrano.

Re Salman è il primo sovrano saudita nella storia a visitare Mosca, ma l’incontro con Putin è importante soprattutto per il nuovo assetto delle relazioni tra i due paesi.

Riad, capitale dell’Arabia Saudita, ha avuto relazioni con Mosca solo dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Nonostante il Cremlino sia stato il primo governo a riconoscere nel 1926 l’indipendenza dell’Arabia saudita, mai prima d’ora un sovrano si era recato a Mosca, in un paese alleato dell’Iran e della Siria.

Nel 2007 Putin ha visitato la capitale saudita, ma il re Abdullah non ricambiò il favore. È evidente che oggi i tempi sono cambiati.

L’Arabia Saudita è uno dei colossi mondiali del petrolio, e il futuro del mercato mondiale del greggio è uno dei temi più importanti tra quelli al centro dei colloqui tra il presidente russo e il re saudita.

Mosca e Riad firmeranno oggi accordi per tre miliardi di dollari.

Ma gli accordi sul petrolio sono solo una parte di quanto ci si aspetta da questo incontro: sul tavolo c’è anche il conflitto in Siria e il ruolo dell’Iran in Medio Oriente.

Se sul fronte energetico russi e sauditi sono partner in affari, la guerra in Siria li trova su fronti opposti.

L’Iran è acerrimo rivale dei sauditi ma alleato della Russia e di Assad nel conflitto in Siria, dove invece Riad appoggia dei gruppi ribelli.

Re Salman teme che l’intervento dei pasdaran iraniani – il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica – dia a Teheran un ruolo primario nella Siria del futuro e cerca un compromesso con Putin.

Secondo il quotidiano russo Vzgljad, se l’81enne Salman ha accettato l’invito di Putin è perché è stato costretto ad ammettere che la guerra in Siria sta finendo, e che a vincerla è stata la Russia scesa in campo con Bashar Assad.