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Perché nelle foto d’epoca non sorride mai nessuno

Immagine di copertina

Secondo un articolo del Washington Post  il sorriso nelle foto è una pratica che abbiamo appreso in tempi recenti. Alcuni esperti sostengono che il sorriso fosse tipico delle classi sociali più basse e si sia diffuso nelle fotografie man mano che le macchine fotografiche hanno avuto successo anche nelle classi più basse.

Altri esperti di fotografia hanno invece affermato che il sorriso nelle foto sia anche un fattore non naturale, che abbiamo acquisito dagli spot pubblicitari americani.

Nelle foto del Diciannovesimo secolo il sorriso nelle fotografie era quasi assente, ma non significa che i nostri antenati fossero meno allegri di noi. Le ragioni per cui nelle foto d’epoca troviamo molto più facilmente visi seriosi sono svariate e da rintracciare in diversi fattori umani e culturali.

La scarsa igiene orale

Nel XIX secolo il dentifricio era molto diverso (e meno efficace) da quello che usiamo oggi, e oltretutto era una rarità, diffuso solamente tra i ceti più alti e non in tutti i paesi. Oltre a questo, le cure dentistiche non erano alla portata di tutti.

Il risultato era che il sorriso, oggi considerato un simbolo di bellezza e solarità, poteva non essere così gradevole come lo riteniamo oggi. Oltretutto, era molto più frequente la caduta dei denti rispetto ai giorni nostri.

Per questa ragione era una buona cosa evitare di mostrare i propri denti e per questo venivano predilette per le fotografie foto a bocca chiusa, a costo di sembrare tristi o seriosi.

I tempi per realizzare una foto

Se oggi le macchine fotografiche sono in grado di scattare foto in tempi rapidissimi, immortalando un singolo istante, questo non succedeva nell’Ottocento. A quei tempi, infatti, l’esposizione di un’immagine alla macchina – che successivamente veniva trasformata in una fotografia – poteva durare anche diversi minuti. Questo significa che essere fotografati in una determinata posa, bisognava essere disposti a mantenerla anche per diversi minuti senza muoversi.

Per questa ragione, le persone fotografate prediligevano non sforzare i muscoli facciali con un lungo e forzato sorriso quanto rimanere a bocca chiusa con un’espressione seria.

Il ritratto non doveva raffigurare la realtà

Se oggi anche i telefoni più economici hanno una fotocamera incorporata, nell’Ottocento la fotografia non era esattamente alla portata di tutti. Per questa ragione, la maggior parte delle fotografie dell’epoca ritraggono esponenti di ceti altolocati o persone a loro legate.

All’epoca, sorridere in circostanze formali non era visto di buon occhio tra i ceti più elevati, e anche per questa ragione è particolarmente frequente trovare espressioni seriose, a volte anche tristi, nelle foto d’epoca.

Il ritratto, nei dipinti prima e nelle prime fotografie poi, non era visto infatti come una raffigurazione fedele della realtà, ma come qualcosa che consegnasse la persona raffigurata all’eternità. Anche per questo, non dobbiamo pensare che chi veniva immortalato non fosse una persona simpatica.

Il sorriso era per persone ai margini della società

Il sorriso, un’espressione che oggi significa serenità e spensieratezza, non ha avuto sempre questo esclusivo significato. Tra Ottocento e Novecento esso era spesso considerato legato situazioni negative, quali l’ubriachezza o le malattie mentali.