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Il locus amoenus della fotografia, il festival di Corigliano Calabro

Si è svolto a inizio settembre il Corigliano Calabro Fotografia 2017, festival organizzato dall'Associazione Culturale Corigliano per la Fotografia nel paese della provincia di Cosenza

Immagine di copertina

Tornarvi è un obbligo e una festa. È un obbligo per chi voglia tenersi al corrente dell’universo fotografia e dei suoi cambiamenti, una festa per chi ha la fortuna di percepire il rapporto tra paesaggio ed evento, l’uno incastonato nell’altro ad assumerne peso e spessore. Castelli e mare, vegetazione quasi in boccio e arbusti intricati tra le rocce arroventate dal sole, cieli infiniti curvi a contemplare quanto si dispiega sotto di loro, accordi e disaccordi, contrasti e sintonie: gli opposti vibrano in complementare armonia, espressioni diverse della stessa voglia di mostrare al mondo quanto ancora l’uomo abbia da dire, da fare, da creare, da difendere e da preservare dall’avanzante incuria che minaccia il futuro con le sue speranze.

Centro propulsore dell’evento, l’Associazione culturale Corigliano per la fotografia è un universo ormai istituzionalizzato nella lunga estate della cittadina calabra. Mente ideatrice e organizzativa, volontà ferrea di riuscita, una dedizione sconfinata alla sua terra della quale il Festival diffonde uno degli aspetti più avvincenti e suggestivi, il presidente, Gaetano Gianzi ha coltivato la sua passione per la fotografia accanto alla professione di medico curandone la maturazione attraverso tutte le fasi della crescita, fino alla completa fioritura. Durante i 5 anni del suo assessorato alla Cultura e al turismo di Corigliano, Gianzi sceglie le manifestazioni che mettono in rilievo i luoghi, sfondo polisemantico in reciproca valorizzazione con le opere esposte. Indimenticabile in una delle edizioni del festival Albajazz il concerto all’alba, in un barcone sul mare: paesaggio e musica, elementi di quell’aspetto antropologico-culturale che Gianzi mette in luce nei suoi vari aspetti a far da cornice all’evento.

Vincitore di concorsi e protagonista di mostre prestigiose in tutta Italia, Gaetano Gianzi fonda nel 2003 la sua Associazione che diventa ben presto punto di riferimento della cultura fotografica del Sud d’Italia. La sede, il Castello Ducale di Roberto il Guiscardo, regge la sfida degli eventi: nelle sale dove si è svolta la grande storia le opere esposte raccontano le loro piccole grandi storie che affondano nelle lontane e lontanissime radici dell’uomo, sia nelle loro espressioni cosiddette d’avanguardia sia nella prosecuzione dei filoni che, sia pur lontani dall’ accademismo, non si propongono rotture, tantomeno violente, col passato. Il festival ha visto nelle sue quindici edizioni i più importanti fotografi italiani e molti stranieri, Gianni Berengo Gardin, Mimmo Jodice, Gabriele Basilico, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Ferdinando Scianna, Francesco Cito, Mario Cresci, Luciano Ferrara, Francesco Zizola, James Withlow Delano, Monika Bulaj, per menzionare alcuni nomi.

Molte le correnti degli artisti partecipanti al Festival 2017, tutti meritevoli di interpretazione e di elogio. Monika Bulaj non ha bisogno di presentazioni: scrittrice, antropologa, instancabile viaggiatrice alla ricerca di “volti, cieli…e mari” dei quali sembra fatto il suo “film musicale”. Elena Givone ci porta a strofinare la lampada di Aladino e a esprimere un desiderio nelle sue fotografie magiche “tra sogno e realtà”, Keep your dreams alive l’inno alla speranza marcato sul libro che ha presentato al festival.

Francesco Comello con la sua serie l’Isola della Salvezza racconta una comunità lontana che vive un’infinita favola ottocentesca degna dei grandi romanzi. L’atlante fotografico della Calabria di Pino Bertelli con i ritratti di Gente della Calabria, per restare in tema paesistico-antropologico, ci parla della patria del festival e delle sue verità.

Il Festival di Gaetano Gianzi è una piccola perla, un miracolo organizzativo e artistico che non segue le mode della fotografia contemporanea dei grandi festival, è un’occasione di incontro ravvicinato con i grandi fotografi di fama nazionale e internazionale e un pretesto per un’avventura in un paese meraviglioso e poco esplorato.

A cura di Regina de Luca