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La campagna delle donne tunisine contro le molestie sessuali nei mezzi pubblici

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Il 25 settembre in Tunisia è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione contro le molestie sessuali nei confronti delle donne nei trasporti pubblici.

A lanciare la campagna è stato il Centro per la ricerca, la documentazione e l’informazioni per le donne (Credif) in collaborazione con l’Unione Europea, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione e l’azienda dei trasporti pubblici tunisini, come riporta CNN Arabi.

Lo slogan simbolo della campagna, scelto dalle donne tunisine, è stato “Mayerkebesh” che significa lui, inteso il molestatore, non sale con noi sui mezzi pubblici.

Negli autobus, nei treni e nelle metropolitane sono stati appesi cartelli con lo slogan per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Uno studio condotto dal Centro per la ricerca, la documentazione e l’informazione per le donne ha dimostrato che il 53,3 per cento delle 3mila donne intervistate sono state vittime di molestie sessuali negli spazi e nei mezzi pubblici.

Oltre ai manifesti è stato anche creato un video intitolato “Harcha”. Nel video viene raffigurato un ragazzo che trascorre le giornate a infastidire le ragazze nei trasporti pubblici ma una ragazza reagisce alle sue molestie e minaccia di denunciarlo.

IL VIDEO

Dalinda Larguèche, direttrice generale di Credif, in un’intervista rilasciata alla radio tunisina

Mosaïque FM, come riporta Huffpost Tunisie, ha dichiarato che lo scopo della campagna è fermare la colpevolizzazione delle vittime di molestie sessuali e l’idea che sia la donna a provocare gli uomini con i suoi modi o abiti indossati.

“Questa è la mentalità di uomini e donne. E’ completamente infondata perché la molestia colpisce tutti anche le donne che indossano abiti ritenuti decenti, come ha dimostrato il nostro studio” sono state le parole della direttrice durante l’intervista radiofonica.

La direttrice ha anche invocato le vittime di molestie a avere il coraggio di denunciare gli abusi e le molestie subite. Ha inoltre invitato gli ipotetici testimoni delle molestie a reagire e aiutare le donne vittime di molestie sessuali.

Salah Belaid, direttore dell’azienda dei trasporti tunisini presente anche lui a Mosaïque FM, ha dichiarato che la molestia sessuale non è dovuta solo al fatto che i mezzi pubblici sono affollati.

Il direttore ha sottolineato che le molestie sono un fenomeno di inciviltà che trae origine da fattori socio-economici e culturali malati.

Per arginare il fenomeno delle molestie sessuali nei confronti delle donne l’azienda per i trasporti pubblici ha annunciato che metterà in atto delle misure per alleviare il sovraccarico dei trasporti attraverso l’acquisto di 900 nuovi autobus entro il 2019.

La legge in Tunisia prevede una multa di 400 dollari per chiunque infastidisca una donna con parole o azioni che danneggino la sua dignità.