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Germania | Elezioni 2017 | Sondaggi, candidati, partiti, programmi

Il 24 settembre si svolgono le elezioni legislative in Germania. Ecco un quadro completo per informarsi prima del voto

Immagine di copertina

Il 24 settembre 2017 si svolgono le elezioni legislative in Germania, paese con la popolazione e il PIL più alti tra gli stati membri dell’Unione europea (rispettivamente 82 milioni e mezzo di abitanti e quasi 3 milioni e mezzo di miliardi di dollari di PIL nominale).

In queste elezioni gli aventi diritto al voto tedeschi saranno chiamati alle urne per rinnovare i membri del Bundestag, la camera dei deputati tedesca, eletta direttamente dai cittadini ogni quattro anni.

Una tornata elettorale che vedrà protagonista l’attuale cancelliera Angela Merkel, alla guida del governo tedesco ininterrottamente dal 2005 con diverse coalizioni, che hanno visto al fianco del suo partito i cristiano democratici della CDU, per alcuni periodi i socialdemocratici dell’SPD e, tra il 2009 e il 2013, i liberali dell’FDP.

Si tratterà di elezioni cruciali anche per via dell’importante ruolo che la Germania e Angela Merkel hanno avuto nelle politiche europee degli ultimi anni, soprattutto nella gestione della crisi del debito a partire dal 2011 e nella gestione della crisi dei migranti successiva alla guerra civile siriana.

Qual è l’attuale situazione politica in Germania?

Come abbiamo detto, Angela Merkel ricopre il ruolo di cancelliera del paese dal 2005. Nel 2013 il suo partito ha raggiunto il 41,5 per cento dei voti, il più alto risultato mai raggiunto dal 1990, quando Helmuth Kohl superò il 43 per cento. Ma l’insuccesso dei liberali dell’FDP, rimasti fuori dal parlamento perché sotto la soglia del 5 per cento, costrinse la Merkel a formare un governo di grande coalizione con i socialisti dell’SDP, con cui già aveva governato tra il 2005 e il 2009.

Durante l’esecutivo, nel paese c’è stata una stabilità economica che ha mantenuto alta la fiducia nel governo e tenuto a freno spinte di partiti antisistema come avvenuto in altri paesi d’Europa. Un sondaggio della fondazione Bertelsmann ha infatti rivelato, ad esempio, che in Germania l’80 per cento delle persone si identifica come “di centrosinistra o di centrodestra”, contro una media del 66 per cento nei paesi dell’Unione europea e appena il 51 per cento in Francia.

Questo ha portato a uno svolgimento molto tranquillo della campagna elettorale tedesca, caratterizzata da toni moderati e da un dibattito sereno. Simbolico è anche il modo in cui è stato affrontato uno degli ultimi provvedimenti presi dal parlamento: l’approvazione della legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Questa legge in altri paesi ha rappresentato un elemento di divisione e talvolta di scontro duro nella politica e nella società, ma in Germania non è stato così, complice anche l’atteggiamento della premier Angela Merkel che ha lasciato pubblicamente libertà di scelta ai membri del suo partito.

Un atteggiamento distensivo e con cui la cancelliera riesce a far propri i temi tipici delle altre forze politiche, che la rende dopo tre mandati la favorita nei sondaggi.

Chi si candida alle elezioni tedesche del 2017?

Nel 2013 a superare la soglia di sbarramento delle elezioni tedesche furono quattro partiti: i cristiano-democratici della CDU/CSU, i socialdemocratici della SPD, i Verdi e la Linke, partito di sinistra. Questa volta potrebbero non essere i soli. Una nota importante riguardo i partiti in campo: solamente CDU/CSU ed SPD hanno un candidato cancelliere ufficiale. Per come funziona il sistema elettorale tedesco, di cui parleremo più avanti, i partiti più piccoli non presentano in genere un candidato premier.

Angela Merkel – CDU/CSU, Cancelliera uscente

L’attuale cancelliera Angela Merkel ricopre questo ruolo ininterrottamente dal 2005 e si appresta a correre per un quarto mandato che potrebbe permetterle di eguagliare la permanenza al governo di Helmuth Kohl, leader cristiano-democratico e padre della riunificazione tedesca recentemente scomparso.

Angela Merkel, il cui nome alla nascita era Angela Kasner (Merkel è il cognome del suo primo marito), ha 63 anni ed è nata ad Amburgo, da cui la famiglia si è spostata quando l’attuale cancelliera aveva appena tre mesi per trasferirsi nella Germania Est, all’epoca comunista, dove il padre era stato inviato come pastore protestante.

Cresciuta negli schemi dell’organizzazione comunista della DDR, nel periodo del crollo del Muro di Berlino Angela Merkel aderì al movimento Demokratischer Aufrbruch, che successivamente aderirà alla CDU, partito di cui diventerà leader nel 1998 dopo la sconfitta di Helmuth Kohl alle elezioni legislative.

Nel 2005 è diventata cancelliera, sconfiggendo il socialdemocratico Gerhard Schroeder ma venendo costretta a una grande coalizione proprio con l’SPD. Viene riconfermata a capo dell’esecutivo nel 2009, governando con i liberali dell’FDP, e di nuovo nel 2013, superando il 41 per cento dei voti ma trovandosi a governare di nuovo con i socialdemocratici, dopo che i liberali non erano riusciti ad entrare in parlamento.

Come da tradizione, la CDU, partito cristiano-democratico, si presenta in accoppiata con la CSU, partito di orientamento estremamente simile ma presente solo in Baviera. L’alleanza tra le due forze consiste in un patto di desistenza: la CDU si presenta dunque in tutta la Germania tranne in Baviera, dove al suo posto si presenta la CSU.

Martin Schulz – SPD

Nato in Renania nel 1955, Martin Schulz è noto per il suo lavoro nelle istituzioni europee. Dopo aver lavorato come libraio e aver sofferto problemi di alcolismo, ha avuto vari incarichi locali nei socialdemocratici e dal 1994 al 2017 è stato parlamentare europeo. In questo periodo ha ricoperto incarichi molto prestigiosi, tra cui la leadership dell’Alleanza dei Socialisti e Democratici e la presidenza dello stesso parlamento.

In Italia divenne noto quando Silvio Berlusconi, intervenendo al parlamento europeo, attaccò Schulz dicendo che lo avrebbe proposto per la parte di kapò durante un film.

Nel 2017 Schulz ha lasciato il parlamento europeo per candidarsi cancelliere contro Angela Merkel per i socialdemocratici della SPD, partito che non esprime la guida del governo dal 2005, anno in cui Gerhard Schroeder venne sconfitto da Angela Merkel.

Die Linke

Die Linke in tedesco significa “La Sinistra”. Questo partito affonda le sue radici nella Germania Est e nella nostalgia per il comunismo in questo paese, da cui in principio otteneva quasi la totalità dei voti. Quando nel marzo del 1990 la DDR, pochi mesi dopo la caduta del muro di Berlino, tenne le uniche elezioni libere della sua storia (vinte dai cristiano-democratici della CDU e i suoi alleati riuniti nell’Alleanza per la Germania), i membri della SED, l’ex partito dominante della Germania Est, si candidarono sotto le insegne del PDS.

Questo partito si presentò anche alle successive elezioni della Germania riunificata, ottenendo la maggior parte dei voti nella parte orientale del paese. Nel 2005 il PDS si alleò con il WASG, un partito nato da una scissione da sinistra dei socialdemocratici dell’SPD, e nel 2007 i due partiti si fusero dando vita a Die Linke.

In questo modo il partito uscì in parte dagli schemi, che lo vedevano come una lista composta principalmente da nostalgici della DDR, aumentando i voti nel resto del paese ma restando particolarmente radicato nella parte orientale del paese.

Attualmente Die Linke è un partito di sinistra tendenzialmente anticapitalista, con al suo interno esponenti socialisti e comunisti. Il suo massimo storico di voti è stato raggiunto nel 2009, quando ottenne l’11,9 per cento, mentre alle ultime elezioni del 2013 si è fermato all’8,6.

Alleanza 90/Verdi

I Verdi tedeschi sono uno dei partiti ambientalisti europei con più storia e che hanno raggiunto i migliori risultati. L’origine di questo movimento risale alla fine degli anni Settanta, quando nel land della Bassa Sassonia nacquero alcune liste in difesa dell’ambiente, che nel 1980 avrebbero portato alla nascita dei Verdi.

Le battaglie contro il nucleare durante gli anni Ottanta portarono il consenso del partito a crescere e con la riunificazione tedesca stilarono un patto con Alleanza 90, partito della Germania Est pacifista e che era stato attivo nella lotta del paese per la democrazia.

Tra il 1998 e il 2005 i Verdi governarono la Germania come alleati dei socialdemocratici durante il governo di Gerhard Schroeder, coinvolgendo tra gli altri il vicecancelliere Joshka Fischer, storico leader del partito, come vicecancelliere del governo.

Nel 2011 i Verdi sono riusciti a vincere le elezioni del land del Baden-Württemberg, venendone riconfermati alla guida nel 2016.

FDP

L’FDP è lo storico partito liberale tedesco, più volte al governo del paese dal dopoguerra a oggi sia al fianco dei cristiano-democratici della CDU sia con i socialdemocratici dell’SPD. Dal 1982 a oggi ha però sempre fatto parte esclusivamente di governi con la CDU, fatto che li colloca tendenzialmente nel centrodestra.

Dopo aver ottenuto nel 2009, sotto la guida di Guido Westerwelle, il massimo storico di voti (14,6 per cento), il partito è entrato a far parte del governo di Angela Merkel, deludendo però le aspettative degli elettori che nel 2013 li hanno pesantemente castigati, costringendoli al 4,8 per cento, sotto la soglia di sbarramento del 5 e mandandoli per la prima volta fuori dal parlamento.

AfD

L’Alternative für Deutschland è il principale partito euroscettico tedesco. Nato tra il 2012 e il 2013, inizialmente era espressione dell’iniziativa di alcuni economisti tedeschi critici verso la crisi dell’eurozona che, secondo loro, stava svantaggiando la Germania.

Con il passare del tempo questo partito ha iniziato però a sposare anche altri tempi tipici dei partiti euroscettici in giro per il continente, come la lotta all’immigrazione e la reintroduzione della leva militare, fatto che se da un lato ha allargato il consenso del partito, dall’altro lo ha limitato. In queste elezioni, infatti, nessuno degli altri grandi partiti si è detto disponibile a una coalizione con l’AfD.

Gli altri partiti più piccoli

Ci sono poi altri partiti, che salvo sorprese non si giocheranno in alcun modo l’ingresso nel Bundestag ma di cui è giusto parlare.

Freie Wähler – Letteralmente significa “liberi elettori”. Si tratta di un partito di orientamento tendenzialmente liberale-conservatore che si batte per la democrazia diretta, radicato soprattutto in Baviera dove nel 2008 superò addirittura il 10 per cento dei consensi.

NDP – Il Partito Nazional-Democratico è una formazione di estrema destra, spesso considerata quasi neonazista tanto che più volte istanze per la sua messa al bando sono state portate di fronte alla Corte Costituzionale. Il partito si è sempre attestato intorno all’1 per cento, tranne nel 1969 quando sfiorò il 4.

Partito dei Pirati – Intorno al 2010 in tutta Europa emersero partiti con questo nome che si battevano contro il copyright, in favore della privacy, contro la corruzione e in favore dei diritti civili, ottenendo in alcuni casi risultati molto interessanti. Quello tedesco tra i partiti pirata è stato uno di quelli con maggiore successo, raggiungendo ottimi risultati alle elezioni locali, tra cui l’8,9 a Berlino nel 2011.

Die PARTEI – Questo partito rappresenta un elemento quantomeno insolito nel panorama politico tedesco. Si tratta di un partito che fa della satira il suo elemento predominante ed è guidato dal comico Martin Sonneborn. Si batte per una democrazia dal basso e lo fa attraverso le provocazioni, che compaiono già dal nome che significa sia “il partito” ma, al tempo stesso, è acronimo di “partito per il lavoro, il rispetto della legge, la difesa degli animali, la promozione delle elite e la democrazia dal basso”.

MLPD – Si tratta del partito marxista-leninista tedesco. Nello specifico, nell’ambito della variegata galassia comunista, è quello che può essere collocato nel segmento del maoismo e dello stalinismo.

BGE – Questo partito, novità nel panorama politico tedesco, si batte per il salario minimo per i lavoratori.

ODP – Il partito ecologista è un partito che si rifà a istanze ambientaliste ma non condivide le politiche di sinistra dei verdi. Potremmo definirlo un partito verde di centrodestra, come in Italia lo sono i Verdi Verdi di Maurizio Lupi o i Verdi Federalisti di Laura Scalabrini.

V-Partei – Questo piccolo partito, novità nel panorama politico tedesco, si batte per i diritti dei vegani e dei vegetariani.

Tierschutzpartei – Questo partito, attivo da diversi anni nella politica tedesca, è il partito nato per la difesa dei diritti degli animali.

Il sistema elettorale

Il sistema elettorale tedesco, conosciuto anche come proporzionale alla tedesca, è un unicum che unisce elementi di proporzionale e di maggioritario. Esso prevede infatti che in ogni scheda si esprimano due voti, quello di collegio e quello di lista. Il voto di collegio è relativo ai 299 collegi in cui è diviso il territorio tedesco, in ciascuno dei quali viene eletto il candidato più votato, collegato a una lista presente nella seconda parte della scheda.

Il secondo voto, quello di lista, è quello che decide in generale quanti seggi – proporzionalmente su scala nazionale – ottiene ciascun partito, in base alla percentuale ottenuta qualora abbiano superato lo sbarramento del 5 per cento. I partiti che hanno eletto deputati tra i collegi, vedranno questi sottratti alla quota proporzionale, dove otterranno in tutto un numero minore di eletti.

In altri termini, il voto di lista decide il numero di deputati di ciascun partito, mentre il voto di collegio serve a favorire chi è radicato in un determinato territorio.

Cosa dicono i sondaggi

I diversi sondaggi danno Angela Merkel in testa, con percentuali di poco inferiori al 40 per cento e con circa 10-15 punti di distacco sull’SPD. Entreranno, stando alle rilevazioni, in parlamento, anche i Verdi, la Linke, l’FDP (che ritornerebbe dopo quattro anni nel Bundestag) e l’Afd, che otterrebbe degli eletti per la prima volta.