Me
Un ex Navy Seal ha proposto una curiosa soluzione per risolvere la crisi in Corea del Nord
Condividi su:
Un soldato nord-coreano negli uffici di confine con la Corea del Sud
Un soldato nord-coreano negli uffici di confine con la Corea del Sud. Credit: Reuters

Un ex Navy Seal ha proposto una curiosa soluzione per risolvere la crisi in Corea del Nord

Jocko Willink è un ex Navy SEAL, le forze speciali della marina statunitense, e su Twitter ha pubblicato una sua personale proposta per mettere fine al regime di Kim Jong Un

13 Set. 2017
Un soldato nord-coreano negli uffici di confine con la Corea del Sud
Un soldato nord-coreano negli uffici di confine con la Corea del Sud. Credit: Reuters

L’ultima proposta per affrontare la minaccia nordcoreana proviene da un ex appartenente alle forze speciali della marina statunitense, Jocko Willink.

L’ex comandante ha affidato al suo profilo Twitter la sua personale soluzione. “Lanciate 25 milioni di iPhone sulla Corea del Nord e distribuite gratuitamente un segnale wifi in tutto il paese, attraverso una copertura satellitare”, si può leggere nel tweet di Willink.

La singolare proposta, che prevede di sganciare beni di consumo invece di bombe, può sembrare fantasiosa, ha già raccolto alcuni consensi.

Interrogata in proposito, Yun Sun, un’esperta di questioni nordcoreane presso lo Stimson Centre, un’organizzazione statunitense che si occupa di sviluppare idee innovative per promuovere la pace, sostiene che la soluzione di Willink potrebbe anche funzionare.

“Kim Jong Un è consapevole che il regime non è sostenibile e sarà rovesciato non appena il popolo nordcoreano si renderà conto di cosa gli viene negato”, ha detto Sun alla testata Business Insider.

Per sostenere la propria tesi, Sun ha citato l’esempio della reazione del regime alle politiche di Seul di lanciare sulla Corea del Nord palloni aerostatici che, una volta scoppiati, rilasciassero a terra video e opuscoli informativi.

In quel caso il regime aveva risposto militarmente e con politiche repressive. In Corea del Nord infatti, vengono puniti duramente tutti i cittadini trovati in possesso di materiale considerato sedizioso o sorpresi a guardare i media sudcoreani.

Il problema di questo tipo di soluzioni risiede proprio nella loro finalità di abbattimento del regime di Pyongyang.

Di fronte a questa prospettiva non ci si può aspettare altro che una dura reazione da parte della Corea del Nord.

Eppure, secondo Sun, gli Stati Uniti e i loro alleati nella regione non hanno molte opzioni.

Una guerra con Pyongyang rappresenterebbe il primo conflitto nucleare della storia e metterebbe a rischio tutti i paesi limitrofi.

“Non rinunceranno al proprio programma nucleare finché non cambierà il regime e non cambierà la società”, ha aggiunto Sun.

“Questo approccio potrebbe dare risultati nel lungo periodo, ma ha una speranza di successo”.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus