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L’artista dissidente Ai Weiwei vuole fare una mostra contro la politica di Trump sui migranti

La nuova esposizione avrà luogo in 300 diverse località di New York. Tratterà un argomento di aperto scontro tra l'artista cinese e il presidente degli Stati Uniti

Immagine di copertina
Credit: Reuters

L’artista dissidente cinese Ai Weiwei, in collaborazione con Public Art Fund, ha lanciato una campagna di crowdfunding su Kickstarter per realizzare il proprio progetto di arte pubblica intitolato Good Fences Make Good Neighbours (letteralmente “Buoni steccati fanno buoni vicini”)

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Ai Weiwei vuole realizzare a New York una mostra delle proprie opere in 300 siti collocati nei cinque diversi distretti della capitale finanziaria degli Stati Uniti.

L’esposizione avrà luogo nella città statunitense per cinque mesi, da ottobre 2017 a febbraio 2018. Per questo l’artista cinese ha lanciato una campagna di raccolta fondi che si concluderà a ridosso dell’inaugurazione dell’esposizione.

La mostra prevede l’installazione di diverse grandi opere in luoghi caratteristici di New York, tra cui Central Park, Washington Square Park e il monumento Unisfera. Saranno esposte anche piccole opere sulle fermate degli autobus, negli spazi pubblicitari, su edifici privati e perfino su alcuni lampioni.

Tutte queste installazioni affronteranno un unico tema: quello dei diritti umani. Ai Weiwei è famoso per il suo attivismo politico e ha spesso criticato il governo cinese. Nel 2011 è stato arrestato e poi messo sotto sorveglianza nella sua casa di Pechino, prima che del permesso di lasciare il paese ricevuto dalle autorità nel 2015.

Più di recente, Ai Weiwei ha affrontato la crisi dei rifugiati in Europa, con opere che includono un’installazione galleggiante di giubbotti di salvataggio a Vienna, di alcuni manichini gonfiabili a Praga e una galleria newyorkese trasformata in lavanderia per accogliere gli abiti di alcuni rifugiati.

L’artista ha ora rivolto la sua attenzione alla questione della barriera da costruire alla frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico, proposta dal presidente Donald Trump. Ai Weiwei ha trascorso diverso tempo nel 2016 in giro per il mondo a visitare alcuni campi profughi, oltre a visitare il confine tra il Texas e il Messico.

“La crisi migratoria è sempre stato un tema importante per la mia arte”, dice Ai Weiwei nella campagna di Kickstarter. “E le barriere sono sempre state strumenti importanti di ogni vocabolario politico”.

Nella città di New York diverse persone hanno però protestato per l’intenzione dell’artista cinese di esporre una grande struttura metallica al di sotto dell’arco presente nel parco di Washington Square, uno dei monumenti più conosciuti di New York. Sarebbe la prima volta da 125 anni che ne verrebbe modificato l’aspetto.