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Perché un uomo sembra tenere in mano uno smartphone in un dipinto del 1937?

Un'opera dell'italiano Umberto Romano ha suscitato un dibattito sulla presenza di un nativo americano incuriosito da uno strano oggetto

Immagine di copertina

Mr. Pynchon and the Settling of Springfield è un murale del 1937 e oggi è di proprietà dello Smithsonian Postal Museum. Lo ha realizzato l’italiano Umberto Romano e nonostante l’opera non sia considerata di particolare pregio, nell’agosto 2017 è stato oggetto di una particolare discussione.

Il dipinto, che raffigura il colono puritano inglese William Pynchon intento a dare vita al nuovo insediamento di Springfield, in Massachusetts, si vede nella parte destra dell’opera un uomo seduto che guarda con un espressione sorpresa un oggetto rettangolare che, così a prima vista, sembra uno smartphone.

Ovviamente, dal momento che l’opera risale al 1937, circa 40 prima dell’invenzione del telefono cellulare e ben 70 anni prima dell’invenzione dello smartphone, l’oggetto al centro dell’attenzione non può essere un dispositivo di questo tipo. Ma allora, di cosa si tratta?

L’opera racconta gli albori della storia della città di Springfield e ruota intorno alla figura di William Pynchon, e compaiono sia personaggi occidentali che nativi americani. Lo stile, quello di Umberto Romano, è molto plastico, come spesso accade nella pittura murale particolarmente in voga negli Stati Uniti di quegli anni, con toni astrattisti ed espressionisti.

Come molti colonizzatori del Seicento, Pynchon commerciava con le popolazioni locali, e come vediamo “l’uomo con lo smartphone” si trova seduto in una cassa dove sono presenti diversi prodotti che hanno tutta l’aria di essere mercanzie. L’oggetto che ha in mano lascia sorpreso il nativo, perché non ne aveva mai visto uno simile o per il suo particolare pregio.

Una possibilità potrebbe essere che si tratti di uno specchio, un oggetto che in quelle dimensioni era spesso presente negli scambi commerciali tra europei e nativi americani. Questi ultimi, infatti, attribuivano un particolare valore al vedere la propria immagine riflessa, e prima che arrivassero gli specchi europei erano soliti soprattutto utilizzare pozzanghere e corsi d’acqua.

Uno specchio, dunque, avrebbe potuto suscitare la reazione sorpresa in un nativo americano, come si vede nel dipinto.

Umberto Romano era un pittore italiano nato nel 1906 a Bracigliano, presso Salerno, e trasferitosi all’età di 9 anni negli Stati Uniti dove ha concentrato la propria attività artistica. Come pittore viene spesso avvicinato all’espressionismo astratto e durante la sua carriera ha realizzato diversi ritratti, tra cui quello del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e di Martin Luther King. Morì nel 1982 a Chatham, in Massachusetts.