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Il nuovo ponte che collega la Crimea al resto della Russia

La struttura sarà completata alla fine del 2018 e costerà alla Russia oltre 3 miliardi di dollari, ma rappresenterà un'opera particolarmente importante per la geopolitica del paese

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Gli ingegneri russi hanno completato un passaggio molto importante per collegare la Crimea al resto della Federazione Russa. La penisola, infatti, è stata annessa da Mosca nel marzo 2014 dopo essere stata un territorio ucraino abitato da una maggioranza di russi, ed è legata alla terraferma con l’Ucraina mentre è divisa dalla Russia dallo stretto di Kerch.

Attualmente, lo stretto può essere attraversato con un traghetto, ma nel 2014 il governo di Mosca ha iniziato a lavorare per costruire un nuovo ponte stradale e ferroviario, lungo quasi 20 chilometri e che passerà anche sopra l’isola di Tuzla, situata in mezzo allo stretto.

Nell’agosto del 2017 gli ingegneri russi hanno terminato l’installazione di un’arcata metallica del ponte che rappresenta un passaggio determinante nella realizzazione dell’opera. Questa arcata vede il passaggio ferroviario a 35 metri dal livello del mare ed è lunga in tutto 227 metri, in modo da poter permettere il passaggio delle imbarcazioni più grandi attraverso lo stretto.

Il ponte sarà completato probabilmente alla fine del 2018 e costerà alla Russia in tutto oltre 3 miliardi di dollari, ma rappresenterà un’opera particolarmente importante sia per le infrastrutture che per la geopolitica del paese, avvicinando la Crimea ancora di più al resto del paese.

Dal 2014 a oggi, infatti, questo territorio è di fatto sotto il controllo di Mosca, ma la comunità internazionale ancora non ha riconosciuto questo cambiamento di confine, considerando la penisola ancora parte dell’Ucraina.

Per quanto la Crimea fosse parte dell’Ucraina, essa è abitata per il 65 per cento da russi e ai tempi dell’Unione Sovietica era inizialmente parte della Repubblica Socialista di Russia, finché nel 1954 fu trasferita alla Repubblica Socialista di Ucraina come omaggio al paese dell’allora leader sovietico Nikita Kruscev che, pur essendo nato in Russia, era ucraino.

La costruzione di un ponte sullo stretto di Kerch, attualmente attraversabile solo con traghetti e voli aerei, era stata pensata già in diverse occasioni nei decenni passati: prima negli anni Trenta, al tempo di Stalin, durante la grande industrializzazione sovietica, poi nel 1942 durante l’occupazione nazista, ma in entrambi i casi il progetto non ebbe seguito.

Il contratto per la costruzione del ponte è stato firmato dall’azienda SGM, di proprietà di Arkady Rotenberg, amico personale del presidente russo Vladimir Putin specializzato nella costruzione di oleodotti.