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Ci sono state alcune esplosioni in un impianto chimico vicino a Houston

Le inondazioni portate dalla tempesta tropicale Harvey hanno causato l'incidente nella città di Crosby

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Credit: Reuters

Il gruppo francese Arkema ha confermato che ci sono state due esplosioni nell’impianto chimico di Crosby, una cittadina texana a circa 30 chilometri da Houston. La società ha aggiunto che c’è il rischio di ulteriori deflagrazioni nel sito in questione. Negli ultimi giorni, almeno 38 persone sono morte per le piogge torrenziali, le più forti nella storia degli Stati Uniti.

“Vogliamo che i residenti locali siano consapevoli che i materiali chimici sono conservati in diversi luoghi della struttura, e che c’è la possibilità di nuove esplosioni”, ha detto Arkema in un comunicato. “Per favore, non ritornate nell’aerea vicino alla zona di evacuazione fino a quando le autorità non diranno che sarà sicuro farlo”.

Dai minuti successivi all’incidente, è possibile vedere una colonna di fumo nero alzarsi dall’impianto chimico. I cittadini nel raggio di 2,4 chilometri sono stati evacuati, ma al momento non ci sono segni di danni ambientali.

L’impianto chimico di Arkema è situato a 34 chilometri da Houston e aveva sospeso ogni sua attività il 25 agosto, poco prima dell’arrivo dell’uragano Harvey, poi declassato a tempesta tropicale. A causa delle inondazioni portate dalla tempesta tropicale Harvey, la struttura non è più in grado di raffreddare le componenti chimiche al suo interno.

Oltre un metro d’acqua ha invaso il sito, privandolo dell’energia elettrica e danneggiando anche i generatori di riserva.

Nella struttura si lavorano i perossidi organici, composti chimici utilizzati in ambito farmaceutico ed edilizio, che possono diventare pericolosi ad alte temperature. Il fumo generato dall’esplosione può infatti dare irritazione alla pelle, agli occhi e ai polmoni.

L’Aviazione federale ha vietato temporaneamente a qualsiasi aereo di sorvolare l’area interessata. 15 poliziotti sono stati ricoverati in ospedale per essere stati esposti ai fumi tossici dovuti all’esplosione.

Un funzionario della compagnia Arkema ha poi dichiarato che si temono altre esplosioni.