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Oltre 60 neonati sono morti negli ultimi tre giorni in un ospedale in India

Nella stessa struttura, già 1.200 bambini sono deceduti dall'inizio dell'anno nel reparto neonatale. I due amministratori sono stati arrestati dalle autorità indiane

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Credit: Reuters

Almeno 61 neonati sono morti nelle ultime 72 ore nell’ospedale Baba Raghav Das di Gorakhpur, in Uttar Pradesh, nell’India settentrionale. Ad agosto sono stati 290 i bambini deceduti nel reparto pediatrico della stessa struttura, mentre sono 1250 i neonati morti nel medesimo ospedale indiano nel 2017.

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Soltanto tre settimane fa, ad inizio agosto, erano morti altri 70 bambini a causa della mancanza di ossigeno nella struttura.

L’ospedale, il più grande dello stato più popoloso dell’India, riceve centinaia di pazienti provenienti anche dai confinanti stati del Bihar e del Jharkhand e persino dal Nepal.

Dei 290 bambini morti ad agosto, 213 sono deceduti nell’unità di rianimazione neo-natale e 77 nel reparto pediatrico dedicato ai pazienti affetti da encefalite. Secondo le autorità sanitarie, il bilancio delle vittime potrebbe peggiorare a causa del degrado delle infrastrutture ospedaliere messe a dura prova dalle piogge che stanno colpendo tutto lo stato.

Secondo i media locali, la maggior parte dei bambini sono morti a causa della mancanza delle bombole di ossigeno nell’ospedale e altri per un’epidemia di encefalite.

A causa degli allagamenti e delle piogge che hanno colpito la regione, molti feriti stanno raggiungendo la struttura sanitaria, molti di questi sono bambini.

Epidemia della sindrome di encefalite acuta e dell’encefalite giapponese sono piuttosto comuni in India, soprattutto durante la stagione dei monsoni e causano la morte di centinaia di persone.

Nota come “febbre cerebrale”, l’encefalite provoca febbre alta, vomito e, nei casi più gravi, convulsioni, paralisi e coma nei pazienti che ne sono affetti. I neonati e gli anziani sono particolarmente vulnerabili a questa patologia.

I focolai del virus tendono a concentrarsi in aree povere e alluvionate come Gorakhpur, dove i monsoni allagano le strade, lasciando grandi quantità di acqua stagnante in tutta la città e consentendo così alle zanzare responsabili della diffusione di questa malattia di moltiplicarsi e infettare gli abitanti dei villaggi che costellano la regione.

Il 29 agosto 2017, l’amministratore dell’ospedale, il dottor Rajeev Mishra e sua moglie, la dottoressa Purnima Shukla, sono stati arrestati dalla task force dello stato dell’Uttar Pradesh, istituita il 12 agosto dal primo ministro locale Yogi Adityanath.

Altre nove persone sono state denunciate, tra cui il primario di pediatria e i medici dei reparti in cui sono avvenuti i decessi. Adityanath, eletto nelle elezioni locali del marzo 2017, ha chiesto ai giornalisti di visitare i reparti dell’ospedale incriminato per rispondere alle accuse di scarsa trasparenza in questo caso.

Mishra aveva accusato le autorità locali di non aver risposto alle sue richieste di acquisto di nuove bombole di ossigeno. L’India è uno degli stati che spende meno per la sanità pubblica in tutto il mondo.

Il primo ministro Narendra Modi, eletto nel 2014 con una schiacciante maggioranza e raccogliendo oltre 384 milioni di voti, ha promesso alla popolazione di aumentare la spesa sanitaria e ridurre il costo dei farmaci nel paese.

Il 28 agosto 2017,il Karnataka, uno degli stati della federazione indiana, ha approvato un disegno di legge che permetterà a tutti i residenti di godere dell’assicurazione sanitaria pubblica dal primo novembre 2017.