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Perché l’Atalanta si chiama così

Come mai la squadra di Bergamo ha questo nome? L'abbiamo spiegato

Immagine di copertina
Atalanta Bergamasca Calcio 1982-1983

Perché l’Atalanta si chiama così?

La maggior parte delle squadre di calcio italiane portano il nome della propria città o del proprio territorio, o comunque un nome a essi facilmente riconducibile. Esistono tuttavia alcune eccezioni, a partire dall’Inter e dalla Juventus, tra cui anche l’Atalanta. Ma perché l’Atalanta si chiama così?

Se vogliamo sapere perché l’Atalanta si chiama così, intanto è giusto dire due parole sulla storia di questa società, nata nella città di Bergamo nel 1907. A quei tempi, nel capoluogo di provincia lombardo, esistevano già due squadre di calcio: la Giovane Orobia e il Bergamo Football Club. Fu proprio da una scissione dalla Giovane Orobia che alcuni giovani decisero di fondare la nuova squadra, che prese il nome di “Società di Ginnastica e Sports Atletici Atalanta”.

Ma perché l’Atalanta si chiama così? Il nome scelto dai giovani fondatori della nuova società sportiva fu quello dell’eroina della mitologia greca Atalanta. Non si trattò di una figura mitologica casuale, dal momento che era nota per le sue doti agonistiche: la sua storia narra di come si volle concedere in sposa solamente a chi l’avrebbe battuta in una gara di corsa, gara alla quale i perdenti sarebbero stati uccisi. Alla fine venne battuta da Ippomene grazie all’aiuto della dea Afrodite, e così Atalanta dovette sposarlo.

Ora che abbiamo visto perché l’Atalanta si chiama così, è giusto conoscere alcuni aneddoti relativi ai primi anni di vita di questa squadra. Ad esempio, quando venne fondata non aveva gli attuali colori neroazzurri, ma una maglia a strisce bianconere, sostituita dai colori attuali nel 1919.

Proprio in quell’anno la squadra veniva da alcuni anni di inattività e, alla ripresa di esse, si ritrovò con una squadra dall’organico molto ridotto, di appena 11 giocatori, precisissimi per poter disputare una partita di calcio. Il problema che si pose fu però che tra quegli 11 giocatori, due erano portieri: uno di loro fu così costretto ad adattarsi nel ruolo di centromediano.