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Un senzatetto che ha soccorso le vittime dell’attentato di Manchester è accusato di furto
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Credit: Matthew Pover

Un senzatetto che ha soccorso le vittime dell’attentato di Manchester è accusato di furto

Secondo la polizia, Chris Parker ha rubato un telefono e una borsa mentre aiutava i feriti dell'attacco alla Manchester Arena. Ma lui si dichiara innocente

17 Ago. 2017
Credit: Matthew Pover

Chris Parker, il senzatetto che aveva aiutato le vittime dell’attentato avvenuto alla Manchester Arena il 22 maggio, è stato accusato di furto dalla polizia della città di Manchester, che non ha voluto fornire ulteriori dettagli sulla vicenda.

Secondo i media britannici Parker si è presentato davanti al tribunale della città inglese di Salford con due imputazioni di furto. L’accusa sostiene che il senzatetto avrebbe sottratto la borsa a Pauline Healey, che si trovava al concerto con la nipote, e un telefono cellulare a un’altra giovane vittima dell’attacco.

Il 33enne senzatetto ha però contestato le imputazioni e sostenuto la propria innocenza. “Non ho fatto nulla, proprio nulla”, ha detto Parker alla corte di Salford. “Tutto quello che ho fatto è stato aiutare delle persone”.

Secondo la polizia, l’uomo ha usato una carta di credito trovata nella borsa della signora Healey, la cui nipote 14enne Sorrell Leczkowski è morta nell’attentato.

Insieme all’amico Stephen Jones, anche lui un senzatetto di Manchester, Chris Parker aveva soccorso numerosi ragazzi che quella sera si trovavano al concerto di Ariana Grande.

I due uomini si trovavano nel foyer dell’Arena di Manchester quando è esplosa la bomba che ha ucciso 22 persone.

“Sono stato scaraventato a terra e quando mi sono rialzato ho visto che c’erano dei corpi sul pavimento”, aveva raccontato Parker alla Press Association. “C’erano tantissimi bambini coperti di sangue, piangevano e urlavano. Ho visto una bambina senza gambe. Non sapevo cosa fare, l’ho avvolta in una maglietta delle bancarelle e le ho chiesto dove fossero i genitori e l’ho portata nella prima ambulanza che ho trovato”.

Anche la madre, con cui Chris Parker aveva perso i legami e che non sapeva che il figlio vivesse per strada, si era allora detta orgogliosa di lui e gli aveva chiesto di riprendere i contatti.

Per ringraziare il coraggio di Parker, che invece di scappare, era corso in aiuto dei feriti, era stata anche avviata una campagna di crowdfunding – la pratica di microfinanziamento che mobilita persone e risorse intorno a progetti di investimento o in questo caso in una gara di solidarietà.

Sulla pagina attiva sul sito GoFundMe, erano stati raccolti oltre 57mila euro per sostenere il senzatetto di Manchester. A causa delle dimensioni della donazione, il denaro non era stato trasferito direttamente a Chris Parker, ma resta nella disponibilità dei gestori del sito web.

“Stiamo monitorando attentamente la situazione”, ha detto al quotidiano britannico Guardian un portavoce di GoFundMe. “I fondi sono nella nostra piena disponibilità e i donatori sono completamente protetti dalla garanzia di GoFundMe”.

I racconti dei sopravvissuti all’attentato di Manchester

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