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L’Arabia Saudita ha riaperto il confine con il Qatar ai pellegrini musulmani

La decisione permetterà ai fedeli qatarioti ti recarsi alla Mecca e a Medina, nonostante i contrasti tra i due paesi

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Credit: Reuters

L’Arabia Saudita accoglierà i pellegrini provenienti dal Qatar che vogliono recarsi nel paese per il pellegrinaggio islamico – l’Hajj – nelle città sante di Mecca e Medina. A riferirlo sono fonti ufficiali del regno arabo.

L’agenzia di stampa ufficiale saudita SPA ha detto che la frontiera di Salwa sarà riaperta ai cittadini del Qatar che desiderano partire per il pellegrinaggio islamico. Il comunicato ufficiale riporta le dichiarazioni del ministro della cultura e dell’informazione del paese arabo Dr. Awad bin Saleh Al-Awad.

Il ministro ha anche detto che i pellegrini del Qatar potranno atterrare in due aeroporti del regno. La decisione è stata resa pubblica a seguito di un incontro tra il principe della corona, nonché erede designato della monarchia saudita, Mohammed Bin Salman e lo sceicco qatariota al-Thani.

Il Qatar ha accolto con favore l’apertura del confine che consentirà i pellegrinaggi dei cittadini dell’emirato verso la Mecca, ma nota come la decisione di impedire ai fedeli qatarioti di raggiungere i luoghi sacri islamici fosse ingiusta e politicamente motivata sin dall’inizio.

“Nonostante la proibizione al popolo del Qatar di raggiungere i luoghi santi fosse politicamente motivato, accettiamo la decisione di riaprire il confine”, ha detto il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, durante una conferenza stampa in Svezia, dove si trova in visita di stato. È un passo avanti per superare questo blocco imposto al mio paese”.

A giugno 2017 Bahrein, Egitto, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti hanno interrotto ogni rapporto diplomatico con il Qatar, accusandolo di sostenere l’estremismo islamico e presentando una serie di richieste per riprendere le relazioni.

Il Qatar ha negato le accuse dei suoi vicini e saltato la scadenza per accettare tutte le richieste, prevista per il 5 luglio. Il piccolo emirato ha affermato di non poter accettare alcuna condizione e che considera l’ultimatum e le richieste contenute una violazione del diritto internazionale.

Le condizioni, rifiutate da Doha, prevedevano la sospensione dei rapporti con l’Iran, la Fratellanza Musulmana e Hezbollah ma anche la chiusura del canale televisivo Al Jazeera e la rimozione di una base militare turca nell’emirato. 

Il Qatar avrebbe inoltre dovuto risarcire i suoi vicini per i danni subiti in questi anni. L’emirato sarebbe poi stato periodicamente monitorato, per verificare che rispetti gli impegni presi.

L’emirato è isolato, ma non è solo. Sta infatti ricevendo rifornimenti alimentari dall’Iran, che ha anche aperto lo spazio aereo ai suoi voli e dalla Turchia, che, come detto, ha aperto una base militare nel paese.

Il 31 luglio, l’emirato ha presentato una denuncia all’Organizzazione mondiale del commercio nei confronti dei suoi vicini, per aver tagliato tutti i rapporti commerciali e diplomatici e chiuso le rotte aeree e marittime con il piccolo emirato.

Da inizio luglio, il Kuwait sta tentando una difficile mediazione che non è riuscita a far ritirare ai paesi arabi le sanzioni contro Doha.

Al momento nella regione è in corso un importante sforzo internazionale che ha già visto la visita a Doha del segretario di stato degli Stati Uniti Rex Tillerson, del ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian e di quello britannico Boris Johnson per cercare di porre fine alla disputa tra i paesi del Golfo.

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