Me
Cosa sappiamo finora sul ritrovamento delle gambe in un cassonetto di Roma
Condividi su:

Cosa sappiamo finora sul ritrovamento delle gambe in un cassonetto di Roma

Gli arti inferiori di una donna sono stati trovati nella serata di martedì 15 agosto nel quartiere Parioli. Ecco tutto quello che c'è da sapere

16 Ago. 2017

Nella serata di martedì 15 agosto, mentre rovistava tra i rifiuti di un cassonetto in viale Maresciallo Pilsudski, nel quartiere Parioli di Roma, una ragazza ha trovato i resti di un cadavere sezionato. Si tratta di due gambe, probabilmente tagliate con un’ascia e poi gettate nel cassonetto. Le gambe e gli altri resti umani ritrovati in un secondo cassonetto appartengono a Nicoletta Diotallevi di 59 anni.

Cosa sappiamo finora sul ritrovamento delle gambe:

  • Le gambe sono state tranciate all’altezza dell’inguine con un’ascia e appartengono a una donna di nome Nicoletta Diotallevi, aveva 59 anni.
  • Le gambe erano legate tra loro con nastro adesivo da pacchi.
  • Le telecamere di sorveglianza di un esercizio commerciale hanno ripreso un uomo mentre gettava qualcosa nei cassonetti di viale Polisudski nella notte tra il 14 e il 15 agosto, dopo essersi avvicinato con un’auto.
  • Dopo 10 ore di interrogatorio, l’uomo sospettato dalla Questura di Roma per l’omicidio della donna ha confessato. Si tratta del fratello della vittima, Maurizio Diotallevi di 60 anni.
  • Decisive per le indagini sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso prima l’uomo scendere di casa in via Reni con un grosso sacco, poi all’1:30 di ieri in via Pilsudski mentre gettava le gambe nel cassonetto.
  • L’uomo di 60 anni è accusato di omicidio e occultamento di cadavere.
  • Nella tarda mattinata di mercoledì 16 agosto altri resti sono stati trovati dagli agenti in un altro cassonetto, in via Guido Reni, all’altezza del civico 22.
  • La polizia ha sequestrato un terzo cassonetto all’interno del quale potrebbero esserci gli effetti personali e gli abiti della donna.
  • La Procura di Roma ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti del 60enne che è stato trasferito nel carcere di Rebibbia, in attesa che il gip fissi l’udienza di convalida.
  • Secondo una prima ricostruzione ci sarebbe una lite familiare per motivi economici dietro l’omicidio della donna.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus