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Il filmato antirazzista del 1943 diventato virale dopo la manifestazione di Charlottesville

Il recente clima di tensione ha fatto sì che in rete negli ultimi giorni riemergesse un cortometraggio di 17 minuti intitolato “Don’t Be a Sucker” realizzato come propaganda nel 1943

Immagine di copertina

Negli Stati Uniti la tensione politica è diventata molto alta da quando l’11 agosto alcune centinaia di manifestanti di estrema destra hanno marciato verso la University of Virginia, a Charlottesville, per protestare contro la decisione di rimuovere la statua del generale sudista Robert E. Lee.

Nell’occasione, i manifestanti avevano brandito delle torce e avevano urlato cori razzisti, tra cui “White lives matter” (“La vita dei bianchi conta”) e “Gli ebrei non ci rimpiazzeranno”.

Il giorno successivo, durante una contro-manifestazione antirazzista, una delle manifestanti, Heather Heyer, è rimasta uccisa e almeno trenta persone ferite dopo che un’auto guidata da un suprematista bianco si è scagliata sulla folla.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha condannato l’accaduto, con una dichiarazione pubblicata su Twitter, attirandosi però le critiche dei democratici perché ha evitato di nominare i neonazisti e i suprematisti bianchi.

Questo clima ha fatto sì che in rete negli ultimi giorni riemergesse e diventasse virale un filmato che negli ultimi settant’anni avevano visto in pochi: un cortometraggio di 17 minuti intitolato “Don’t Be a Sucker” (“Non essere un idiota”), realizzato come propaganda antinazista nel 1943 dal Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti.

A quanto pare è stato un antropologo canadese, Michael Oman-Reagan, a riportare per primo in vita un brano del filmato su Twitter sabato 12 agosto, e da allora il breve film è stato condiviso migliaia di volte. Ecco l’estratto:

Nel filmato si vede un razzista statunitense che incita la folla a ribellarsi contro tutte le minoranze che “rubano il lavoro” ai veri americani. Tra quelli che lo ascoltano c’è un uomo più anziano emigrato dall’Ungheria, il quale racconta a un altro passante dell’ascesa del nazismo in Europa attraverso un flashback, e di come non credesse possibile che anche in America potessero diffondersi certe credenze.

Secondo il racconto dell’uomo, tutto iniziò allo stesso modo, con qualcuno che incitava a prendersela con le minoranze, ma dopo infinite atrocità furono gli stessi tedeschi fomentatori d’odio a pagare anch’essi le conseguenze della guerra.

Ecco il video diventato virale: