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Cos’è Sarahah e perché tutti ne parlano

Nella prima metà di agosto l'applicazione di messaggistica è diventata la più scaricata sull’App Store italiano: ecco come funziona

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Se da qualche giorno su Facebook o Instagram vi capita di leggere sempre più spesso una strana parola dalle sembianze arabe, è probabile che vi siate imbattuti come molti altri in Sarahah, la app che nell’ultima settimana è diventata la più scaricata sull’App Store italiano.

Il suo creatore è effettivamente proveniente dall’Arabia Saudita, si chiama Zain al-Abidin Tawfiq, ha 29 anni e ha scelto questa parola, traducibile come “onestà”, “schiettezza”, per dare il nome a un servizio di messaggistica lanciato online lo scorso inverno.

Tutto era nato per dare la possibilità ai lavoratori di esprimere critiche costruttive sui propri datori di lavoro e sulle strategie aziendali senza il rischio di subire ritorsioni per questo, e favorendo quindi l’espressione delle opinioni di tutti.

Se però inizialmente Sarahah, disponibile solo come sito web, non aveva avuto grande successo, la sua versione in forma di app è cresciuta in modo esponenziale superando i confini del Medio Oriente per diventare una vera e propria moda intorno a luglio negli Stati Uniti e di recente anche in Italia, che non ha ormai nulla a che fare con gli ambienti lavorativi.

Ma come funziona, e a cosa serve? Tutto sta nella parola che le dà il nome, “onestà”, in quanto la funzione dell’applicazione sta nell’inviare messaggi scritti a un destinatario restando però nel completo anonimato.

L’utente che abbia scaricato Sarahah, o che si sia registrato sul suo sito, mette quindi a disposizione una sorta di casella di posta sulla quale chiunque, anche non iscritto al servizio, può lasciare un messaggio, possibilmente “costruttivo”.

Basta conoscere l’“indirizzo”, che corrisponde a un nome scelto dall’utente seguito da .sarahah.com, e a quel punto sarà immediatamente possibile lasciare un messaggio nella sua casella, al quale però, stranamente, l’utente non potrà rispondere, ma solo limitarsi a bloccare il mittente nel caso si senta offeso dal messaggio.

La prassi del gioco prevede che siano gli stessi utenti a rivelare, solitamente sui social network, il proprio indirizzo tramite un link, così da esortare i propri contatti a scatenarsi con messaggi di varia tipologia.

Un po’ come i giochi di messaggistica pre-digitali diffusi in pub e bar in cui si possono inviare messaggi anonimi agli avventori di un altro tavolo, Sarahah permette quindi di lasciare apprezzamenti, incoraggiamenti, ma anche insulti e critiche, che verranno lette dal destinatario senza mai scoprirne l’autore.

Da questo punto di vista c’è infatti già il timore che questa modalità di espressione possa favorire il cyberbullismo, consentendo a chiunque di ferire un iscritto senza avere nemmeno la responsabilità di metterci la faccia.

Con oltre 14 milioni di download, sembra però che questo aspetto non abbia turbato particolarmente gli utenti, che la stanno rendendo l’applicazione più diffusa dell’estate.