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Almeno 49 morti per le forti piogge in Nepal

L'eccezionale quantità di pioggia caduta sul paese negli ultimi giorni ha colpito soprattutto le pianure meridionali e coinvolto anche una famiglia di turisti italiani

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Le piogge torrenziali che hanno colpito il Nepal negli ultimi tre giorni hanno causato frane e inondazioni, uccidendo almeno 49 persone e ferendone 17.

A riferirlo è stata l’agenzia di stampa Reuters che cita fonti del governo locale di Kathmandu. Il bilancio delle vittime potrebbe salire nelle prossime ore perché almeno 40 persone risultano ancora disperse.

Inoltre, anche una famiglia di turisti italiani è rimasta bloccata in hotel a seguito alle inondazioni. Tra i connazionali in pericolo c’è anche Francesca Immacolata Chaouqui, imputata nel processo Vatileaks 2.

Il ministero degli Esteri ha immediatamente attivato l’unità di crisi e insieme al consolato italiano in loco e alle autorità locali è impegnato a soccorrere gli italiani coinvolti nel disastro naturale che ha già causato ingenti danni e diverse vittime.

“La pioggia ha colpito principalmente le pianure meridionali del paese e causato l’evacuazione di oltre 5mila persone”, ha dichiarato un funzionario del ministero dell’Interno di Kathmandu.

L’esercito e la polizia continuano le operazioni di ricerca e salvataggio in tutto il paese, dove oltre 34mila case sono state distrutte.

“Il numero di morti potrebbe aumentare, stiamo ancora compilando il bilancio finale”, ha detto all’agenzia di stampa Reuters, Laxmi Pun, assistente del ministro dell’Interno Janardan Sharma.

La Croce Rossa prevede che almeno 100mila persone siano state colpite dal disastro. Un altro funzionario del governo nepalese sostiene che la pioggia ha tagliato le comunicazioni e interrotto l’elettricità in diverse zone del paese, complicando così i soccorsi e impedendo al governo di fornire cibo, acqua e altri beni di prima necessità agli sfollati.

Le piogge monsoniche che iniziano a giugno e continuano fino a settembre sono importanti per l’agricoltura del Nepal come di tutta l’Asia meridionale, ma ogni anno causano anche ingenti danni e centinaia di vittime in un’area del mondo in cui sono presenti milioni di poveri e le infrastrutture non sono adeguate a difendere la popolazione dai disastri ambientali.

In Nepal, dall’inizio dell’anno, il monsone ha già ucciso almeno 90 persone, nel 2016 le vittime furono invece oltre un centinaio.

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